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La presentazione del Libro

Cima Grappa  10 luglio 2005

La presentazione del libro “Soldato Péter Pan” è stata curata dal Prof. Giorgio Pegoraro, e da Gian Domenico Cortese, caporedattore del IL GAZZETTINO di Bassano. In queste pagine, riportiamo il testo di Giorgio Pegoraro, già addetto culturale in varie ambasciate italiane ed anche a quella di Budapest, perciò è un conoscitore dell’Ungheria, nella storia, nella cultura e nella lingua; ha pure curato la prefazione al libro. Riportiamo la presentazione integrale svolta a cima Grappa domenica 10 luglio 2005.  

Certo chi leggerà l’opera avventurosa di Ferdinando Celi -un’opera che appartiene al tempo stesso alla nobile sfera della poesia e all’eletto e concreto campo dell’azione sociale e vorrà soffermarsi sulle poche righe della mia prefazione, scoprirà senza bisogno che io parli troppo, qui ed ora qual è il mio pensiero sull’autore del libro e sulla sua fatica ricca di complesse sfacettature. Sarò oggi costretto a ripetermi, per lo meno nei concetti fondamentali, che lì ho condensato, ma è una gradita occasione ritrovarmi qui con Ferdinando, con l’amico Giandomenico Cortese, con gli Alpini che onorano il Grappa, con la memoria dei caduti che sono accolti in questo Sacrario, non solo dedicato agli Italiani, ma a tutti coloro che provenendo da varie nazioni, anche l’Austria, la Germania , l’Ungheria e altre ancora, hanno qui sacrificato la loro vita nella prima tristissima guerra che abbia coinvolto il mondo intero.  

Anzitutto il libro di Celi rievoca le ragioni di un mito. Per chi come me è un antichista e si è da sempre dedicato a capire i fondamenti della civiltà greco-latina, è una nuova occasione di commisurarsi con quello che Platone chiamava “mitologema”: perché per Platone “mito” era un “discorso non veritiero”, solo nel “logos”, e cioè nel “discorso veritiero”, è la verità. Ma ci sono dei miti che, pur rimanendo irriducibili al linguaggio razionale, possono diventare simbolici e contenere elementi di una sacralità di vicende e di personaggi, in cui leggenda e storia si congiungono ed è questo concetto che Platone e gli studiosi moderni della mitologia affidano alla parola “mitologema”. Un mito che dice la verità.

Riflettiamo dapprima sulla storia di Peter Pan, l’eterno fanciullo, che non ha peso, che non si può toccare e che afferma: “Io sono la giovinezza, la gioia: sono un uccellino che ha spezzato il guscio dell’uovo!”. Ma il Peter Pan della favola dice così, perché egli non vuole morire, perché è un folletto, che impersona l’infanzia fantasiosa e avventurosa, che non muore mai del tutto nel cuore dell’uomo: come dice James Matthew Barrie, l’inventore della favola, “invecchiando non lo si vede più, ecco tutto”. 

Ed ecco che persone dal nobile cuore, qui peregrinando tra le tombe di questo Ossario, trovano nella realtà il loculo che accoglie i resti corporei del fanciullo che non esita mai e che comanda al sole e che vince tutte le battaglie: allora non il feroce pirata Hook è finito tra le fauci del Coccodrillo in agguato, ma addirittura lo spensierato fanciullo vestito di foglie d’autunno e di ragnatele iridescenti? Ed ecco che da molti anni qualcuno di noi, uno, una, o più, tra i visitatori del Sacrario, qualcuno insomma che resta anonimo, ma che magari è qui presente, pensa e decide di deporre sulla tua tomba foglie, fili d’erba, fiori di campo, perché tu possa, caro Peter, continuare a vestirti, come sempre, di foglie e di fili d’erba, perché tu possa continuare a vivere nell’al di là, come vivrai sempre nei nostri pensieri. E allora la favola diventa “mito”.  

Ed ecco finalmente che Ferdinando Celi si dà da fare per svelare al mondo trasecolato chi tu sia in realtà e scopre -al di là di quattro frontiere la povera casa dove sei nato e da dove sei partito per venire a morire qui, tanto lontano, proprio negli ultimi giorni della terribile prima guerra. E allora il “mito” diventa “mitologema”. E nel “logos”, insomma nel discorso razionale della realtà, Ferdinando inventa tutta una serie di iniziative di cui, spero, ci parlerà che mirano a creare occasioni di affratellamento tra i popoliUn ultimo commovente dettaglio: quando gli Alpini, nella loro opera fraterna di soccorritori, ottantasei anni fa composero la salma di questo Peter Pan trovarono nelle sue tasche una pietruzza bianca che ora giace nella tomba accanto a lui. Ferdinando Celi ha scoperto a Rusca Montana, il paese della Romania, patria di Peter Pan, la grande cava di marmo da cui quella pietruzza proveniva. Che significava per Peter Pan quella pietruzza? era un segno di attaccamento alla propria terra natale? un pegno affidatogli da qualcuno? Chi può dire? Per noi questa pietruzza è certamente un “pensiero buono e meraviglioso”, come diceva il Peter Pan della favola, di quei pensieri “che vi portano su e vi sostengono nell’aria”.

Giorgio Pegoraro

 

Foto dalla pagina precedente: 1) Prof. Giorgio Pegoraro 2) Gian Domenico Cortese 3) Sindaco di Solagna G. Gellò 4) Il Coro Bassano 5) Anna la figlia di Francesco Todesco 6) Orio Mocellin del Comune di Pove 7) Angelina, Emilio, Caterina, Carla, Ferdinando e Tristano che arrivarono per primi nel paese di Péter Pan 8) Alessandra Bellotti del Comune di Bassano del Grappa 9) Foto di gruppo dei vari presentatori con la giornalista romena Mirela Dragota.  

 

 

 

La stampa ne ha parlato:  

 

 

 

 

 

Domenica 10 Luglio 2005 a Cima Grappa  

di Paolo Edgardo Gobbato

Domenica 10 luglio al rifugio Bassano di Cima Grappa abbiamo assistito ad un evento nuovo: la presentazione del libro “Soldato Péter Pan” di Ferdinando Celi.

Una piccola finestra della “Grande Guerra” combattuta fra queste montagne, un minuscolo tassello che aiuta la Storia ad onorare degnamente chi ha vinto o perso. Su questo massiccio furono decine di migliaia i soldati che persero la vita, dei quali 22.910 sono raccolti nel Sacrario del Monte Grappa.

Fra questi soldati, c’è n’é uno del tutto particolare: il “Soldato Péter Pan”. Un nome da romanzo, ha scritto qualcuno, che ha sempre destato attenzione, perché è scritto sull’unico loculo su cui una mano misteriosa e ignota da anni depone fiori, pietruzze ed anche conchiglie di mare. La tomba di un soldato che ha destato curiosità: chi era e quale poteva essere il suo paese in terra ungherese, Ruzskabanya, un luogo che non si riesce a trovare. Almeno finché, dopo tenaci e minuziose ricerche, Ferdinando Celi scopre che é Rusca Montană. Da questa scoperta, nasce la storia del “Soldato Péter Pan” scritta ora in un libro di 250 pagine, arricchita di un centinaio di foto oltre che da sette poesie dell’autore e due poesie di Eusebio Vivian e Giovanni Parolin.

In questa fresca mattina sul Grappa sono molte le persone intervenute per la presentazione del libro, perché questa storia misteriosa ed affascinante del nostro Grappa è già stata fatta conoscere da stampa, televisione e radio. E la potenza di Internet l’ha catapultata nella rete mondiale.

Molto importante la partecipazione del “Coro Bassano” diretto da Lino Lorenzini, che fa corona all’appassionante presentazione del volume curata dal Prof. Giorgio Pegoraro e da Giandomenico Cortese Caporedattore de “Il Gazzettino” di Bassano del Grappa.

Molti hanno voluto patrocinare il libro: Città di Bassano del Grappa, Comunità Montana del Grappa, Comunità Montana del Brenta, Comune di Pove del Grappa, Comune di Rosà, Consolato Generale Onorario di Romania per il Nord-Est Italia, Associazione Culturale italo-ungherese presso il Consolato Generale Onorario d’Ungheria. Infine le ditte Caminetti Montegrappa, Assipool e Hotel Miramonti.

Numerose le autorità presenti: Gianandrea Bellò Sindaco di Solagna, Orio Mocellin Assessore del Comune Pove del Grappa, Alessandra Bellotti per il Comune di Bassano del Grappa, Giovanni Zen Assessore del Comune di Rosà, Luigi Peruzzo Presidente della Comunità Montana del Brenta, signora Novella Franciosi Vice presidente della Comunità Montana del Grappa, Bortolo Busnardo Presidente A.N.A. Bassano. Oltre a vari corrispondenti nazionali, è presente una giornalista dalla Romania, Mirela Dragota di Lugoj. Il libro è dedicato alla memoria di Francesco Todesco, lo scultore della pace; in Grappa questa mattina è presente la sua famiglia.

 

Le foto: Si sfoglia e si parla del libro prima della presentazione

 

 

 

 

Il pubblico  

Foto del 10 luglio sul Grappa: 1- 2-3-4-5)Varie inquadrature del pubblico presente. 6) Con Alessandra Bellotti 7) Il Secondo Maresciallo del Grappa: Simmico Smeragliuolo 8) Novella Franciosi e Mirela Dragota. 9) Il Coro Bassano intona un canto alpino.

 

Al Soldato Peter Pan

Testo della presentazione di Angela Vidale

Mi sono sentita molto preoccupata ma onorata, quando l’amico Ferdinando Celi, giornalista-scrittore ed anche poeta, mi ha chiesto di presentare il suo libro. Ora, dopo averlo letto, sono felice di farlo perché è un libro che mi ha molto emozionata. Il soldato Peter Pan è il titolo del libro e tutti noi pensiamo ad un altro Peter Pan, quello nato dalla penna di Barrie, quell’eterno bambino che non voleva crescere, come in fondo lo era il suo autore, Barrie, giornalista anche lui come Celi. Questo non è quel Peter Pan che non voleva crescere; è un altro Peter, nato in Romania a Ruskabanya che, forse, non voleva crescere, ma l’ha dovuto fare ed in fretta a causa della guerra. I due Peter Pan hanno poche cose in comune: la data di nascita ed il nome. Ho letto e riletto questo libro sempre con molta emozione: la parte storica è certamente frutto di una ricerca molto profonda effettuata da Celi come giornalista-cronista, con il criterio del vero giornalista … riportare i fatti cercando di essere sopra delle parti. Molti di noi sanno poco sulla guerra 15-18, io compresa. Celi con il suo libro ce la documenta.Ci racconta anche della storia umana e dell’amore di un ragazzo … un ragazzo come tanti, con i suoi sogni. La vita gli ha dato ben poco. Figlio illegittimo di Maria Pan, mai riconosciuto dal padre, un militare ungherese, viveva in un piccolo villaggio della Romania ora Rusca Montană, difficile da trovarsi anche sulla guida Michelin. Chi di noi è stato a Rusca Montană ha notato come quei luoghi assomigliano un po’ alle nostre valli. Lì però non c’è l’evoluzione tecnica e mediatica che c’è qui da noi. Ho cercato di immaginare come sarà stata Rusca Montană quando Peter viveva con la sua famiglia. Mamma Maria che lavora alla cava di marmo, con le mani martoriate dal lavoro e la voglia di tirar su la famiglia, in modo particolare tirar su Peter, quel suo figlio, minuto e solitario che diventerà, contro la sua volontà un soldato ungherese pur essendo profondamente romeno. Quel suo figlio che morirà sul Grappa per una guerra che certamente non era la sua. Peter, partendo per la guerra, porta con se tre cose: un fiore, una conchiglia e un pezzetto di marmo bianco.  Il fiore, donatogli da Liliana, la sua ragazza, colei con la quale, al ritorno dalla guerra, spera di passare il resto della sua vita. Una conchiglia, dono di Ovidiu il marinaio giramondo, con la quale potrà sentire il mare e sognare di vedere questo mare e la città che sul mare vive – Venezia – la città dalle cupole d’oro descrittagli molte volte da Ovidiu, e magari vederla con la sua Liliana. Un pezzetto di marmo della cava di Ruszkita dove lui lavorava già dall’età di 14 anni – donatogli dal padrino Ecobici in ricordo della sua terra. Quei suoi tesori lo accompagneranno sempre e saranno loro, oltre alla sua giovane età, ad incuriosire i nostri alpini … il Vecio e Antonio, i quali pur essendo quasi abituati alla morte, restano scossi da questo soldato bambino – che non ha neppure il segno della barba. Questo soldato bambino commuove ancora tutti noi leggendo questo libro. Una parte del libro è un documento storico, frutto di una ricerca minuziosa ed obbiettiva fatta da Celi. L’altra parte è una storia d’amore fra Peter e Liliana, ma non solo. Spero che chi conta, nel senso di avere voce in capitolo, faccia leggere questo libro ai ragazzi della scuola dell’obbligo. Potrebbe diventare, perché no, un testo scolastico. Insegnare ai ragazzi l’amore, la tolleranza, il sogno e la pace, valori che sembrano essere in declino ma che Celi ha evidenziato in modo mirabile in questo libro che vi suggeriamo di leggere. Peter Pan di Barrie resterà sempre un bambino, perché Barrie stesso lo è sempre stato, mai è cresciuto e diventato adulto. Questo, alle volte, è anche un nostro problema: non vogliamo crescere, perché crescere significa affrontare la vita con responsabilità. Questo libro insegna anche cos’è la generosità … non importa se il soldato Peter Pan è un nemico … ha fame, ed ecco che un po’ di pane c’è anche per lui. Mi piace tanto la risposta che il Vecio alpino dà ad Antonio quando egli felice dice: “la guerra è finita” – “no, non è finita la guerra, è incominciata la pace”. Mai come oggi questo sarebbe auspicabile. Si sente sempre più il bisogno di pace, della fine di guerre assurde, fatte non solo dalle armi micidiali, ma anche dalla cattiveria e dall’intolleranza. Forse vi aspettavate da me una presentazione in chiave critico-fisolofica … non posso farlo, un libro come questo bisogna solo leggerlo, esserne coinvolti e poi riflettere. Le disquisizioni fisolofiche servirebbero solo a sviare il messaggio che questo libro contiene. Come dice il Vecio alpino, non si deve finire la guerra ma si deve iniziare la pace. Peter Pan non è più tornato nella sua Romania. Riposa a Cima Grappa fra tanti e tanti giovani. Lui però è meno solo ed il perché lo scoprirete leggendo il libro. Vi posso dire che qualcuno l’ha cercato e trovato sul Sacrario del Grappa.

Ora anche noi guardiamo il Grappa, specialmente in una giornata limpida pensiamo al ragazzo-soldato Peter Pan ed a tutti gli altri ragazzi che per una follia, come è sempre la guerra, non hanno potuto realizzare i sogni semplici come quelli di Peter: ritornare a casa, rivedere l’amata … e magari vedere il mare di Venezia.

Peter ora potrà vedere per sempre Venezia ed il mare dal Sacrario del Grappa e forse si sentirà meno solo.  

 

Il Libro “Soldato Péter Pan”è in vendita presso:

Bassano del Grappa: Libreria Palazzo Roberti via Jacopo Da Ponte

Bassano del Grappa: Libreria Bassanese Galleria Corona d’Italia

Monte Grappa: Rifugio Bassano cima Grappa

Strada per il Grappa: Ristorante Val Dea Giara

Solagna: Tabaccheria e libreria Gemini

Cismon del Grappa: Ristorante Al Pescatore Val Goccia, S.S.47

Enego: S.S.47 Pizzeria Da Cornale

Fontaniva (Pd) : Cartolibreria Cattelan

Castelfranco Veneto (Tv): Libreria Costeniero, Piazza Giorgione, 55

Feltre BL: Libreria Pilotto Editore: via Tezze, 18 (centro storico)  

 

La cerimonia a Rusca Montana

di Gianni Fiorese  

La consegna della Madonnina del Grappa a Rusca Montană, sarebbe stata per me l’occasione di una seconda visita in Romania, nel “Paese dalle tendine bianche!”.

So benissimo che la gente del posto é molto accogliente nei nostri riguardi ma, quel 5 novembre del 2005 a Rusca Montană, non avrei mai immaginato che questa mia seconda visita fosse stata una magnifica scoperta per me.

La prima sosta é in municipio, che vedo essere rimesso a nuovo con una piccola scalinata di marmo bianco e con un bellissimo corrimano sempre di marmo bianco della cava di Ruschita, (frazione di Rusca Montană) che ben s’intona a tutta la piccola costruzione rimessa a nuovo e dove in una parete è ben evidente la targa che indica il museo del Monte Grappa, realizzata e donata dal “Coro Bassano”.

È una bellissima giornata di sole del tardo autunno e, il Sindaco Dorin Ecobici indossando la fascia tricolore della bandiera romena (blu, gialla e rossa) è in strada che ci aspetta assieme al consiglio comunale al completo.

È un continuo di abbracciarci, saluti e presentazioni, come tanti vecchi amici che si rincontrano; presentiamo la statuetta della Madonnina  del Grappa, una libera interpretazione scultorea realizzata a mano da “Geso da Campese” (Gianni Gnesotto) e tutti, ammirandola, apprezzano questa piccola opera scultorea.

Intanto la troupe della TVR (televisione nazionale romena) arrivata appositamente da Timişoara, riprende la scena di quest’importate incontro, mentre il sindaco ci fa accomodare in municipio, dove ha sede il piccolo museo del Grappa, per ufficializzare la consegna della Madonnina e consegnare una copia del libro “Soldato Péter Pan” scritto da Ferdinando, che Dorin Ecobici non riesce a non sfogliare.Una piccola cerimonia di un incontro che mi ha tanto commosso che, seppure ho fatto tanta strada, ha valso la pena di fare; ma, il tutto non finisce qui, perché ora si va tutti in Piazza Monte Grappa.Arriviamo in piazza con in mano la statuetta della Madonnina del Grappa, entriamo in questa verde piazza e, qui rimango ancora più sorpreso, della disponibilità che calorosamente che ci dimostrato tutti, aspettandoci numerosissimi in questa ormai “famosa” Piazza Monte Grappa di Rusca Montană in Romania.

Al centro della piazza, c’è il Monte Grappa (in miniatura fatto di marmo bianco e grigio a scalini) dove sulla cima, Ferdinando e Michele, collocano la bellissima Madonnina del Grappa, scolpita a Pove e che poi gli addetti del comune di Rusca Montană, la fisseranno definitivamente.

In piazza ci sono molti cittadini e, ordinatamente sono presenti due scolaresche con le loro insegnanti; i piccoli “Ruspercani” (abitanti di Rusca Montană) hanno in mano tanti piccoli mazzetti di fiori che simboleggiano le nostre due bandiere italiana e romena.

Nessuno è avaro d’applausi, quando siamo sulla piazza con la statua della Madonnina uno scrosciante applauso ci accompagna, con il sindaco in testa seguito dai consiglieri comunali e un paio di poliziotti del paese; la cosa mi commuove profondamente, specie quando il Pope Ortodosso benedice con un turibolo “canticchiante” (infatti lungo le catenelle sono appese tanti campanellini) e con l’acqua santa la scultura, accompagnato nelle preghiere da due chierici vestiti a festa.

Finita la cerimonia, il sindaco c’invita tutti a pranzo in una gran sala dove le donne del paese hanno già apparecchiato due tavoloni e ci servono piatti di cucina romena.

Una bella giornata che mi ha fa scoprire la vera amicizia fra due popoli dove, il merito di tutto questo va al famoso Péter Pan, da cui è nata quest’amicizia che oltre a fare cultura produce amore e fraternità fra due popoli diversi.

Foto: La benedizione Ortodossa della Madonnina, la posa dellaMadonnina, Gianni con un bimbo e i bambini presenti alla cerimonia.  

 

 

Diplomi d’Onore

Il Sindaco di Rusca Montană, Dorin Ecobici, dopo aver consegnato a Ferdinando Celi il Diploma d’Onore, ne consegna un altro a Michele Todesco per lo scultore Geso da Campese - Gianni Gnesotto

DIPLOMA D’ONORE

Si consegna il presente diploma al Sig. Ferdinando Celi come riconoscenza e ringraziamento per la laboriosa ricerca fatta che ha visto scoprire la vera identità del soldato PÉTER PAN che con la passione ha realizzato due libri su questa tematica riuscendo a coniugare iniziative umanitarie con l’Associazione A.i.Sol., allo scopo di aiutare la comunità di Rusca Montană.

 

DIPLOMA D’ONORE

 Si conferisce il presente diploma al Sig. GIANNI GNESOTTO GESO DA CAMPESE

 

RICONOSCENZA E RINGRAZIAMENTI DA PARTE DEL SINDACO DEL COMUNE DI RUSCA MONTANĂ, DORIN ECOBICI E DAL CONSIGLIO LOCALE PER LA SCULTURA “MADONNINA DEL GRAPPA” REALIZZATA DALLA SIGNORIA VOSTRA E DONATA AL COMUNE DI RUSCA MONTANĂ

 

È da segnalare la collaborazione con il Coro Bassano che, per interessamento dell’A.i.Sol., il coro bassanese sarà ospite in Grecia, precisamente ad Assos-Korinto; inoltre il coro Greco “Rea”, (nella foto il coro è a Lugoj) sarà presente a Bassano in occasione di “Bassano In-Canto”  domenica 30 luglio e poi a cima Grappa per rendere omaggio ai soldati sepolti e con loro anche a Péter Pan lunedì 31 luglio.  

 

FERDINANDO CELI: "ISCRITTO SIAE SEZ. OLAF POSIZIONE N° 171470" ferdinando.celi@vodafone.it 

 Webmaster: MICHELE BITTANTE - 03/2007 mikbit@hotmail.com