![]() |
|||||
Cosa dicono la TELEVISIONE
e la STAMPA
Sul
mistero del
“Tutte
le Mattine” su Canale
In Studio a Roma

Preparativi per le riprese in Grappa

Direttore del Sacrario

L’intervista a Ferdinando
Celi
Nel 1999
L’emittente
televisiva di Bassano del Grappa
la storia del mistero del
Monte Grappa e del “Soldato Peter Pan”con la scoperta del suo paese
d’origine.

La cerimonia a Rusca Montana
COSA DICONO I GIORNALI:
Una storia attesa da più parti e che la stampa nazionale
ha già annunciato
Rassegna stampa su “Soldato Peter Pan”
Una storia che ha dato vita al libro che è un segno di pace e fraternità fra i popoli.
260 pagine, 100 foto 7 poesie inedite dell’autore Ferdinando Celi e due poesie dell’Accademia Aque Slosse di Bassano del Grappa: di Eusebio Berna Vivian e Giovanni Parolin.
Tutto
è iniziato da un articolo de:
Storia
non nuova, ma sempre suggestiva. E ogni tanto ritorna. La vicenda di Peter
Pan, l’eterno bambino, morto soldato sul Grappa, è stata riscoperta da
Michele Sartori, giornalista dell’Unità, che ha scritto un bell’articolo
su quel loculo misterioso, all’ossario Monumentale di Cima Grappa, con
incise le parole “soldato Peter Pan”. L’unico loculo sul quale ogni
tanto mano ignote portano dei fiori, talvolta delle conchiglie di mare.
Il
ragazzo volante e il soldato misterioso, legati da una serie di coincidenze
che sanno del fantastico. Li lega il nome, ma anche dell’altro. Il
personaggio letterario Peter Pan nasce dalla penna di uno scozzese nel 1897; e
nel 1897 nasce il soldato ungherese. Il personaggio Peter Pan vive all’isola
che non c’è e, incredibile, si scopre che anche il paese del Peter Pan
soldato non esiste. Nell’archivio della Croce Nera, che conserva a Vienna i
dati degli austroungarici caduti, la cartellina recita: “Peter Pan, nato nel
1897 a Ruszkabanya Krassoszoreny, Ungheria, 30° reggimento fanteria Honved. 7°
compagnia. Morto il 19.9.1918 a Col Caprile,quota 1331”. Inutile cercare il
paese nei libroni del Bureaur internazionale postale: non c’é.
Il
giornalista aggiunge magia al fantastico paragone tra il personaggio
letterario e quello reale: il Peter Pan della fiaba aveva, amica inseparabile,
una capra; il Peter Pan della Honved appare a Col Caprile, cima che guarda giù
nella Valsugana e la Valle delle Capre. E il suono incantato di Trilly
Campanellino, la fatina che di Peter Pan si era innamorata? Sul Grappa, dice
Sartori, risuona lontano l’eco delle mucche: nel silenzio dell’alta quota
i suoni arrivano ovattati, quasi a ricordare i trilli della fatina anche sul
sepolcro di Peter Pan, fante della Honved caduto a Col Caprile.
Veneti
nel Mondo
Periodico
d'informazione on line per i nostri corregionali all'estero
anno
VIII - n. 7 luglio 2004
Racconti
Il
Peter Pan sepolto all'ombra di Cima Grappa
Questa
e la storia di un "soldato-bambino" che riposa tra le nostre
montagne. Le straordinarie coincidenze con la favola dello scozzese Barrie
diventeranno presto un libro grazie all'interessamento del vicentino
Ferdinando Celi
Il
Monte Grappa, 1779 metri d’altezza, e la cima più alta dell'omonimo
massiccio appartenente alle Prealpi Venete e, più che per le sue bellezze
naturali, questo luogo richiama ogni giorno migliaia di italiani e stranieri
con il suo Ossario di Guerra, il monumento che contiene i resti di 12.615
soldati, di cui oltre 10.000 ignoti.
Nel
settore rivolto a nord dell'Ossario c'e il cimitero Austro-Ungarico ed e qui
che dal 1935 avviene un fatto curioso, inspiegabile e affascinante: da quasi
settant'anni su una lapide contrassegnata dal numero 107 mani ignote posano
ogni giorno fiori di campo, sassolini di montagna e piccole conchiglie.
In
quella tomba ci sono le spoglie di un soldato il cui nome e Peter Pan.
Sicuramente
il richiamo alla memoria del personaggio fiabesco nato dalla genialità dello
scozzese James Matthew Barrie e inevitabile. Peter Pan e quell'eterno bambino
che non voleva crescere, che sullo sfondo di un'Isola che non c'e combatteva,
volando, Capitan Uncino, a simboleggiare la lotta tra fantasia dei piccoli e
il freddo realismo dei grandi.
Pochi
anni fa Ferdinando Celi, di Pove del Grappa (Vicenza), s’interessò a questa
vicenda e riuscì a scoprire molte coincidenze tra il Peter Pan che riposa a
Cima Grappa e quello della favola. A partire del nome.
Il
soldato Peter apparteneva all'Impero austro-ungarico, arruolato come tanti
altri giovani e inviato al fronte per combattere una guerra non sua. Mori in
combattimento il 19 settembre 1918.
Lui,
diversamente dal suo omonimo, non viveva in una favola, non poteva volare, e
la guerra non lo risparmiò.
Furono,
comunque, braccia pietose quelle che, finito il conflitto, deposero il corpo
di Peter Pan in un loculo sul Monte Grappa e a segnare quel nome sulla pietra.
Da
una ricerca effettuata nel dossier della Croce Nera Austriaca, l'istituzione
d'Oltralpe che si occupa della custodia dei cimiteri militari, e stato
possibile ricavare solo pochissime informazioni: "Peter Pan nato il 21
Agosto 1897 a Ruszkabanya-Krassoszoreny, Ungheria, 30° Reggimento Fanteria
Honved, 7° compagnia, morto il 19 settembre del 1918 durante un'azione a Col
Caprile, quota 1331".
Altra
coincidenza: anche il Peter soldato ungherese era nato nel 1897, come il
personaggio di Barrie, e cosa ancora più strana, anche lui viveva in un paese
che oggi non esiste. Inutile cercarlo nelle cartine, come l'Isola... non c'é.
Realtà
e fantasia continuavano, cosi, ad intrecciarsi. Il Col Caprile e una cima che
guarda alla Valsugana e alla Valle delle Capre e anche nella fiaba la capra e
amica inseparabile di Peter Pan.
Il
mistero di questa storia spinse Fernando Celi a saperne di più del Pan
ungherese e a cercare l'impronunciabile luogo dov'era nato:
Ruszkabanya-Krassoszoreny.
Non
fu semplice, ma grazie al Consolato Onorario d'Ungheria di Venezia e
all'interessamento del prefetto di Timişoara, Celi venne a sapere che
quel piccolo paese oggi si chiama Rusca Montană, e dopo pochi mesi gli
arrivo una lettera del Sindaco di quella cittadina, il dott. Dorin Ecobici che
gli comunicava: "Il soldato della sua ricerca, di nome Peter Pan, e
nativo del nostro paese Rusca Montană, in provincia di
Caras-Severin".
Celi
organizzò una visita in questa lontana cittadina rumena dando vita a un
rapporto di amicizia che sfocio, dopo alcuni anni, e grazie alla
collaborazione di varie istituzioni locali, nella creazione del "Museo
del Monte Grappa" al quale alcuni artisti veneti (tra questi Tristano
Casarotto, Gianni Gnesotto detto "Geso" e Francesco Todesco)
donarono delle opere da loro create appositamente in segno di pace e fraternità
fra i popoli. Questo legame, nato dalla curiosità e dalle coincidenze, e
stato rafforzato anche con l'inaugurazione della piazza "Monte
Grappa" e della strada che porta alla casa natia del soldato: la
"Strada Peter Pan".
In
seguito anche il Sindaco di Rusca Montană, Dorin Ecobici, volle far
visita a Cima Grappa e sulla tomba del suo concittadino, dove aver deposto
piccoli fiori di campo, prego ma, soprattutto, pianse.
Pianse
per questo suo paesano, nato da una povera ragazza madre di appena diciotto
anni di nome Maria Pan. Pan e un cognome molto diffuso anche nella nostra
regione e qui si aggiunge un'ulteriore curiosa coincidenza: poteva essere
quella giovane donna un'emigrata veneta? Non lo sapremo mai, anche se di
veneti, bellunesi soprattutto, in Romania ne emigrarono molti alla fine del
1800.
Sul
Monte Grappa resta la tomba 107, dove ogni giorno ricompaiono quasi per magia
fiori di campo, sassolini di montagna e piccole conchiglie. Nessuno ha mai
visto il volto di chi si reca quotidianamente alla tomba di Peter, ma e
proprio questo pietoso gesto ad aver dato vita ad una nuova fiaba: quella di
un soldato, sepolto nel settore Austro-Ungarico dell'Ossario di Cima Grappa,
arrivato dalla lontana Romania. Fra questi monti e queste valli e rimasto un
bambino perché il destino l'ha fermato il 19 settembre 1918 a Col Caprile.
Peter Pan aveva solo 21 anni.
La
storia del soldato rumeno Peter Pan diventerà presto un libro dal titolo: “Soldato
Péter Pan”
grazie alle ricerche del signor Ferdinando Celi, presidente dell'A.i.Sol.,
(Associazione
internazionale di Solidarietà) ONLUS – Veneto, senza scopo di lucro, che
dal 1990 opera in Romania.
Veneti
nel Mondo
Registrazione
Tribunale di Venezia n. 1314 del 14-01-99
direttore
responsabile Giorgio Spigariol
Mercoledì
3 novembre 2004
mistero
a
Cima Grappa
Fiori
sulla tomba del soldato Peter Pan
BASSANO
(Vicenza) – È una delicata storia quella che circonda la tomba di
Peter Pan, non l’eroe della fiaba ma un soldatino dell’esercito
austro-ungarico, morto qualche settimana prima della fine della Grande Guerra,
il 19 settembre 1918. Figlio di una ragazza madre, nato il 21 agosto 1897 in
un piccolo paese dell’attuale Romania, Peter Pan faceva parte del 30.
reggimento di fanteria Honved e cadde sul Caprile in Veneto. Le sue spoglie,
assieme con quelle di 10.295 austro-ungarici e oltre 12 mila italiani, venne
tumulata nel 1935 nel sacrario di Cima Grappa. E la storia del soldatino
dell’Imperatore sarebbe rimasta nell’oblio tra tante se non fosse per un
piccolo mistero, i fiori che mano ignota depone regolarmente sulla tomba
numero 107. « È davvero incredibile – spiega Ferdinando Celi, 58 anni,
presidente dell’associazione onlus A.i.Sol. di Bassano del Grappa – da
tempo gli alpini di guardia al sacrario controllano per vedere chi deposita i
fiori di campo ma non l’hanno mai scoperto. Solo sulla tomba, in ogni
stagione. Anche in questi giorni dedicati ai morti. Quando sono secchi i fiori
vengono tolti dai custodi e poi ricompaiono. È davvero un mistero e ci sto
scrivendo un libro ».
Il
Giornale
–
mercoledì
3 novembre 2004
CULTURA E SPETTACOLI
La
storia «fiabesca» di un milite austriaco
Il
mistero del soldato Peter Pan
È
una piccola storia con un pizzico di mistero quella che circonda la tomba di
Peter Pan, omonimo del celebre eroe della fiaba di James Mattherw Barrie, e
suo contemporaneo, ma reale soldatino dell’esercito austroungarico, morto
qualche settimana prima della fine della Grande Guerra, il 19 settembre del
1918. Figlio di una ragazza madre, nato il 21 agosto del 1897 in un piccolo
comune dell’ex Impero, appartenente attualmente alla Romania, Peter Pan
faceva parte del 30° reggimento di fanteria Honved e cadde a Col Caprile, in
Veneto, durante un’azione a 1.300 metri di quota. Le sue spoglie vennero
tumulate nel ’35 nel sacrario di Cima Grappa.
È
la storia del soldatino dell’Imperatore, morto lontano dalla sua casa,
sarebbe rimasta nell’oblio tra tante se non fosse per quel nome così
particolare e soprattutto per un piccolo mistero, i fiori che in ogni stagione
una mano ignota depone sulla sua tomba.
Ferdinando
Celi, presidente dell’associazione onlus A.i.Sol. di Bassano del Grappa
(Vicenza) ha cercato di scoprire qualcosa del misterioso fante.
«
Ci abbiamo messo un po’ di tempo perché il paese d’origine di Pan,
passando dopo il crollo dell’Impero dall’Ungheria alla Romania, aveva
cambiato nome. Era cioè un paese che non c’è, proprio come l’isola che
non c’è del Peter Pan fiabesco. Poi abbiamo scoperto che il comune oggi si
chiama Rusca Montană e ci siamo messi in contatto con il sindaco. Abbiamo
così saputo che Peter Pan era morto lasciando a casa la mamma Maria e una
sorellina. Di loro poi si perdono le tracce». E il mistero dei fiori?
«
Quello è davvero incredibile – spiega Celi – da tempo gli Alpini di
guardia al sacrario controllano per vedere chi deposita i fiori di campo sulla
tomba, anche in questi giorni, ma finora non l’hanno scoperto. È davvero un
mistero e ci sto scrivendo un libro ».
IL
SECOLO XIX Genova
23.11.2004 Ciao Guest
VENTIRIGHE
Un
fiore per Peter Pan
Questa
è la storia vera di un uomo di nome Peter Pan . Un ragazzo di vent’anni
morto il 19 settembre 1918 e seppellito a Cima Grappa insieme a 10.295 soldati
austro.ungarici (diecimila dei quali senza nome) e a oltre dodicimila fanti
italiani, tutti vittime di quell’immane carneficina chiamata Grande Guerra.
L'alter
ego dell’eroe della fiaba di James Matthew Barrie, e suo coetaneo, era nato
il 21 agosto del 1897 in un paesino dell’ex Impero, oggi in Romania. La
storia sarebbe rimasta sconosciuta se non fosse per quel nome e per un piccolo
mistero: i fiori che qualcuno depone ancora oggi sulla sua tomba, la numero
107.
A
ricostruire quella breve vita e stato Ferdinando Celi, presidente
dell’associazione “A.i.Sol.” di Bassano del Grappa.
«
Non riusciamo a capire chi sia a deporre quei fiori – racconta Celi – Da
tempo gli alpini di guardia al sacrario cercano di scoprirlo, ma senza
successo. I fiori compaiono solo su quella tomba, in ogni stagione. Quando
diventano secchi i custodi li tolgono, ma li ritrovano sempre ».
LA
PRIMA RIVISTA CHE PARLA DELLE NOSTRE ORIGINI CELTICHE
Celtica
ANNO
VII – N. 37 MAGGIO/GIUGNO 2005
EuropaEtnica
News
Il soldato Peter Pan
Morto
in guerra da perfetto sconosciuto, la sua terra oggi non c’è più.
Ma
una fiaba lo ha riportato a casa.
RIPOSA
A CIMA GRAPPA
Nell’ossario
sul Monte Grappa, che
Ospita
i caduti della prima guerra
mondiale,
i soldati sono tutti uguali,
ma
… Peter Pan è speciale
Monte
Grappa.
Fiorellini colti dai
prati circostanti e, quando non è stagione, piccoli sassi colorati, vengono
deposti ogni giorno sulla tomba di Peter Pan.
È
la testimonianza di una assimilazione popolare che nulla ha a che vedere con la
realtà, ma che conferma come il potere delle fiabe sia indifferente a
qualsivoglia riscontro storico.
Accadde
così che la tomba del soldato Peter Pan, la numero 107, del Cimitero
Austro-Ungarico sulla cima del Monte Grappa, sia omaggiata, unica di tutto
l’immenso Ossario, da continui, piccoli segni d0affetto che ignoti visitatori,
in virtù di un passaparola mai codificato, continuano a deporre.
Non
importa che esistano ferrei divieti di porre lumini, fiori o segni in qualche
modo distintivi su tombe la cui storia ha reso tutti uguali. Davanti
all’iscrizione di bronzo con il nome Peter Pan, estate o inverno che sia,
troveremo sempre le testimonianze fresche di un singolare, silenzioso culto.
Il
Peter Pan soldato che riposa quassù, però, non ha nulla a che vedere con Peter
Pan bambino, quello che non voleva crescere, nella fiaba dello scozzese James
Barrie. Eppure … la data di nascita è la stessa, il 1897, ed entrambi vengono
da un paese che non esiste, o almeno non esiste più.
Bizzarre
coincidenze
Il Peter Pan che riposa
in Grappa era nato a Ruszkabanya-Krassòszoreny, nell’allora Impero
Austro-Ungarico. Oggi quel paesino nelle carte geografiche non si trova più,
così com’è stata cancellata la patria per la quale venne mandato a morire,
l’Austria-Ungheria.
Le
ricerche che l’A.i.Sol. (Associazione internazionale di Solidarietà) ha
voluto compiere hanno portato a scoprire che quel lontano borgo si chiama oggi
Rusca Montană ed è all’interno dell’attuale Romania.
Nel
frattempo, continuano ad affascinare le suggestive analogie fra il soldato e
l’eterno bambino. Per esempio, il suono di Trilly Campanellino, la fatina
innamorata del Peter Pan fiabesco, fa eco ancora fra queste montagne attraverso
i suoni dei campanacci delle mucche al pascolo, che risuonano fra le valli come
tanti campanelli.
Nella
fiaba, la compagna inseparabile di Peter Pan è una capra. E sul Grappa, a quota
1331 metri, sorge Col Caprile, una cima che guarda verso la Valsugana e la Valle
delle Capre. Proprio a Col Caprile il soldato Peter Pan, a soli 21 anni, trovò
la morte.
L’isola
che non c’è
Le analogie fra i due
personaggi hanno fatto sognare tante persone, che hanno deposto e continuano a
deporre tanti fiori sulla tomba di questo giovane sconosciuto, morto il 19
settembre 1918. Di lui mai sapremo dire se era Rumeno, Ungherese, Austriaco …
o Austroungarico addirittura, visto che l’Austria-Ungheria è ormai da tempo
una «isola che non c’è», cancellata dai mutamenti politici dell’Europa.
Certo, il Regno austroungarico non era la terra di un’unica etnia, ma anche
oggi l’Europa è formata da nazioni-contenitore.
Il
soldato senza una terra, morto in guerra e adottato da una fiaba, ci ha toccato
per la storia singolare, che presto diventerà un libro. Di Peter Pan, unico
nome che si ricorda in mezzo a tanti altri soldati dell’ossario, si sono
scoperte molte cose grazie a una ricerca, compiuta dal giornalista Ferdinando
Celi, presidente dell’Associazione Internazionale di Solidarietà.
«
Intanto, il suo nome è Péter »
spiega Celi, « che non si pronuncia all’inglese (pìter) ma così come è
scritto, accentuando la prima E. Sulla sua storia abbiamo un sito internet e
c’è una nuova pagina con la rassegna stampa in cui ho inserito la prefazione
del libro, scritta dal professor Giorgio Pegoraro, grande conoscitore della
lingua e della cultura ungherese. Potrete trovare degli spunti utili a tutta la
storia, che non vi racconto, per lasciare la sorpresa finale.»
In
attesa del libro, se volete saperne di più su “Il mistero del soldato Peter
Pan” visitate il sito: www.aisol.it
o www.soldatopeterpan.it
LaPadania
È
una piccola, delicata storia con un pizzico di mistero quella che circonda la
tomba di Peter Pan, omonimo del celeberrimo eroe della fiaba di James Matthew
Barrie, e suo contemporaneo, ma è reale soldatino dell’esercito
autro-ungarico, morto qualche settimana prima della fine della Grande Guerra, il
19 settembre del 1918. Figlio di una ragazza madre, nato il 21 agosto del 1897
in un piccolo comune dell’ex Impero appartenente attualmente alla Romania,
Peter Pan faceva parte del 30° reggimento di fanteria Honved e cadde sul
caprile, in Veneto, durante un’azione a 1300 metri di quota. Le sue spoglie,
insieme con quelle di 10.295 austro-ungarici (10 mila dei quali senza nome) e
oltre 12mila italiani, venne tumulata nel 1935 nel sacrario di Cima Grappa dove
i resti delle migliaia di caduti, sparsi fino ad allora in tanti piccoli
cimiteri di guerra, vennero raccolte. E la storia del soldato dell’imperatore,
morto lontano dalla sua casa, sarebbe rimasta nell’oblio tra tante se non
fosse per quel nome così particolare e soprattutto per un piccolo mistero, i
fiori che in ogni stagione una mano ignota depone sulla tomba numero 107.
Ferdinando
Celi, 58 anni, presidente dell’associazione onlus A.i.Sol. di Bassano del
Grappa (Vicenza) si è appassionato e siccome fra gli interventi umanitari che
l’associazione porta avanti c’è un programma d’aiuti alla Romania, un
giorno ha cercato di scoprire qualcosa del misterioso fante. « Ci abbiamo messo
un po’ di tempo – spiega Celi – perché il paese d’origine di Pan,
passando dopo il crollo dell’Impero dall’Ungheria alla Romania, aveva
cambiato nome. Era cioè un paese che non c’è, proprio come l’isola che non
c’è del Peter Pan fiabesco. Poi abbiamo scoperto che il comune romeno oggi si
chiama Rusca Montană e ci siamo messi in contatto con il sindaco. Abbiamo
così saputo, anche attraverso l’aiuto della Croce Nera austriaca (ente che si
occupa di conservare la memoria dei caduti dell’Impero), che il nostro Peter
Pan era morto lasciando a casa la mamma Maria e una sorellina. Di loro poi si
perdono le tracce ».
Per il suo impegno, che ha tra l’altro portato alla titolazione di una via al soldato Peter Pan e alla creazione di un piccolo museo del Grappa nel paese romeno, Celi è stato insignito dell’onorificenza della Croce Nera. E il mistero dei fiori? « Quello è davvero incredibile – spiega Celi – da tempo gli Alpini di guardia al sacrario controllano per vedere chi deposita i fiori di campo ma non l’hanno mai scoperto. Solo su quella tomba, in ogni stagione. Anche in questi giorni dedicati ai morti. Quando sono secchi i fiori vengono tolti dai custodi e poi ricompaiono. È davvero un mistero e ci sto scrivendo un libro».
Intanto la fiaba europea del soldatino con il nome da
romanzo, morto appena prima della spartizione di un Impero che fedelmente servì
e proveniente da un paese che non è più sulle carte geografiche (Ruszkabanya),
continua con l’omaggio di una ignota mano che deposita fiori di campo sulla
sua lapide.
Idea
e progetto della pagina
del
quotidiano nella rubrica
“1914
– 1918
la
grande guerra”,
realizzata
da
con
la collaborazione di
MIRKO
MOLTENI

|
FERDINANDO CELI: "ISCRITTO SIAE SEZ. OLAF POSIZIONE N° 171470" ferdinando.celi@vodafone.it Webmaster: MICHELE BITTANTE - 03/2007 mikbit@hotmail.com |