In Viaggio tra fiaba 

e realtà con Peter Pan

MONTE GRAPPA (ITALY) 

RUSCA MONTANA (ROMANIA)

 

SPEDIZIONE CICLISTICA

I MILLE COLORI DELLA VITA  

PRO A.I.L.

CRONACA DELL’ARRIVO 

A RUSCA MONTANA

NEL PAESE DI PÉTER PAN 

E’ ARRIVATA UNA NUOVA VITA!

La spedizione ciclistica: Monte Grappa –Rusca Montana” è giunta al traguardo, dopo aver pedalato per circa 1300 chilometri e attraversando mezza Europa.

La spedizione era partita dal monte Grappa mercoledì 20 agosto ed è arrivata a Rusca Montană, (in România) il paese del “Soldato Péter Pan”, sabato mattina 30 agosto puntuali come le previsioni, alle ore 11,00.

Un viaggio tra fiaba e realtà dove i ciclisti hanno avuto il supporto tecnico al seguito con una moto, un camper e un pulmino, perché i nostri “sette eroi” percorrevano le piste ciclabili.

Dal Monte Grappa, sono entrati in Austria, scendendo poi in Slovenia ed entrando prima in Croazia e poi in Ungheria e dalla frontiera di Cenad, sono entrati in Romania dove erano attesi da una troupe della TVR (Televisione Nazionale Romena) alla guida della giornalista Diana Cuzmanovici che gli ha accompagnato la spedizione fino alla tappa di Timişoara, la città giardino e prima città martire della România.

Il secondo giorno di România, i ciclisti hanno pedalato per la cittadina Lugoj, (sorella minore di Timişoara) dove erano attesi dal giornale “ACTUALITATEA di Lugoj” per la conferenza stampa, presieduta dalla giornalista Mirela Dragota, dove sono stati spiegati gli scopi umanitari dell’A.I.L. rivolti ai bambini leucemici.

A Lugoj venerdì sera i ciclisti si sono incontrati con la delegazione arrivata da San Nazario, nel cui comune c’è il Col Caprile dove è morto Péter Pan, accompagnati dall’assessore Luciano Gheno e a rappresentare i ciclisti, che in maggioranza sono di Fontaniva (Pd), è presente l’assessore Ernesto Spessato, il tutto organizzato dall’Associazione A.i.Sol. di Pove del Grappa, sotto la guida del presidente Ferdinando Celi, scrittore, giornalista pubblicista,autore del libro “Soldato Péter Pan”.

Quando i ciclisti sono arrivati all’ingresso del paese, uno di loro è sceso dalla bici per baciare la terra e poi, via verso il municipio, dove una miriade di bimbi aspettavano i ciclisti sventolando i tricolori delle due nazioni, mentre ragazze in costume tipico consegnavano a ciascun ciclista una rosa rossa e la banda del paese suonava.

Dopo questa grande accoglienza da parte del sindaco di Rusca Montană, Dorin Ecobici, sono passati nella chiesa ortodossa per una breve cerimonia religiosa a suffragio del Soldato Péter Pan e poi, tutti in “piazza Monte Grappa” (l’unica in tutta la România) per la consegna dell’ampolla con la terra del Col Caprile che sul monte Grappa, il sindaco di San Nazario, Ottorino Bombieri, aveva dato in consegna ai ciclisti, affinché sia un ricordo tangibile di questo giovane soldato che riposa a cima Grappa e che sulla sua tomba non mancano mai piccoli fiori che mano ignota depone.

In questa giornata fantastica di Rusca Montană non è mancata la sorpresa quando aprendo l’ampolla di vetro, ha fatto capolino il bocciolo di un fiorellino giallo… una cosa che ha emozionato tutti, perché dalla terra del Col Caprile, dove è morto il soldato Péter Pan è arrivata una nuova vita, trasformata in un bocciolo di fiore di montagna che per tutti la domanda è stata:

« Cosa significa questo segno? »

Un altro mistero del Monte Grappa, dove questa volta le ali della fantasia ci portano a Rusca Montană, il paese di quel giovane soldato che è partito per la guerra e che non è più tornato, oppure… sarà quel piccolo fiore giallo un segno del suo ritorno a casa?

LUGOJ (RO) – RUSCA MONTANA (RO) - ARAD (RO)

30/08/08 11^ TAPPA

Lugoj. Stamattina sveglia anticipata alle 6. Alle 7.30 partiamo con le nostre biciclette per la tappa finale del nostro viaggio. Dopo undici giorni di pedalate che ci hanno spostato da un paese all’altro, da una città all’altra, attraversato mezza Europa e dato la possibilità di incontrare tanta gente, siamo giunti agli ultimi chilometri.
L’Appuntamento a Rusca Montana per le 11 non ci concede molto tempo. Bisogna pedalare. Si parte e fa freddo, ma l’andatura è sostenuta.
Usciamo da Lugoj e ci portiamo sulla strada che ci conduce nella provincia di Caras Severin. La strada è stretta e il fondo è molto sconnesso. Tra una buca e l’altra, dobbiamo anche stare attenti ai mezzi che ci sorpassano in modo selvaggio. Mariela, la nostra giornalista ed interprete, conosciuta ieri, assieme ad altri due giornalisti, ci fanno strada.
Con noi, anche Diana e Giulio di TVR Romania.
Raggiungiamo Obreja e lungo la strada, in una piazzola di sosta, incontriamo gli amici veneti che sono partiti da San Nazario per supportarci nella nostra missione, capitanati da Ferdinando Celi. Come la sera precedente, anche stavolta ci viene riservato un tifo da stadio e ciò non fa altro che inorgoglirci, per la nostra spedizione e per avere dei connazionali così calorosi. Sulla tavola improvvisata, lo spuntino è già pronto: di tutto di più! Ci siamo avventati sui panini di pane e soppressa nostrana e su tutti gli altri piatti di cibarie varie, ridendo e scherzando da bravi veneti. 
Attirati dalla confusione, ci ha raggiunto anche un gruppo di bambini sorridenti e spensierati ai quali abbiamo dato i nostri cappellini e hanno anche mangiato qualcosa con noi.
Purtroppo possiamo concederci solo qualche minuto di sosta. Abbiamo un appuntamento importante da rispettare.
Manteniamo un’andatura sostenuta che ci garantisce il raggiungimento dell’obiettivo. Infatti prima delle 11 arriviamo schierati come in parata a Rusca Montana, dove Gianni, come promesso in momenti di difficoltà, bacia la terra, seguito dall’interesse di numerosi fotografi e cineoperatori.
Ma l’arrivo vero e proprio è in centro paese dove autorità, bambini e perfino la banda, ci stavano aspettando suonando e sventolando bandiere romene e italiane. Siamo stati letteralmente accerchiati. Un gruppo di ragazze con costumi tipici folkloristici ci hanno fatto dono di rose e garofani. Un’accoglienza colorata e molto calorosa, che non ci aspettavamo proprio e per noi è stato un onore. 
In prima fila il sindaco di Rusca Montana, il Sig. Dorin Ecobici, grande sostenitore, fin dall’inizio, della nostra iniziativa, orgoglioso di riceverci come ospiti e fiero di rappresentare il paese natale del soldato Pan. E poi Ferdinando Celi, il padre spirituale di Petèr Pan, emozionato e commosso come tutti noi, l’Assessore del Comune di San Nazario Luciano Gheno e l’Assessore del Comune di Fontaniva Ernesto Spessato.
Abbiamo poi raggiunto in corteo Piazza Montegrappa, così chiamata proprio in onore del Soldato Petèr Pan che è morto 90 anni fa durate la Prima Guerra Mondiale sul Col Caprile, nel Montegrappa.
Qui, abbiamo assistito ad un’esibizione di balli folkloristici romeni, e non siamo riusciti a resistere, dandoci alle danze tutti insieme. Ci siamo poi trasferiti davanti alla madonnina, dono di San Nazario, per la cerimonia vera e propria. Ringraziamenti da parte di tutte le autorità si susseguono e scambi di onorificenze. 
Ed arriva il momento simbolo della nostra spedizione: la consegna della terra di Col Caprile, dov’è morto il giovane fante. Quando Franca ha aperto il vaso che contiene la terra, si è accorta che è germogliata una piantina. Nel vaso, dopo undici giorni, sotto al sedile, al buio e dentro ad una scatola, questo innaturale germoglio ci sembra un segnale di buon auspicio, simbolo di lotta e di speranza.
Anche noi ringraziamo per la straordinaria accoglienza e soprattutto perché grazie al loro Peter Pan, così speciale, come lo era il personaggio di J.Barrie, abbiamo potuto portare dall’Italia, attraverso Austria, Slovenia, Croazia, Ungheria e Romania, il messaggio di solidarietà dell’AIL che è quello di aprire la porta alle cure per i bambini colpiti da leucemia anche in Romania e non permettere alla povertà o alla mancanza di informazioni sulle possibilità di cura che ci sono in Italia, di fare vittime innocenti. 
Tutti insieme ci trasferiamo al ristorante per il pranzo in nostro onore. Naturalmente ci aspettavamo un rinfresco molto più informale, e siamo stati ulteriormente sorpresi, ma ormai sono le 15 del pomeriggio e abbiamo un appuntamento ad Arad per le 18. Salutiamo a malincuore i calorosi abitanti di Rusca Montana.
Carichiamo le biciclette nei mezzi, svuotiamo le nostre riserve di cibo, lasciando bibite, pasta, sughi e merendine ai bambini di Rusca Montana e partiamo per Arad. I chilometri da percorrere sono quasi duecento e sforiamo ampiamente le 20. Gentilissimi e pazienti, troviamo ancora ad aspettarci il Rettore dell’ “Università de Vest Vasile Goldis” Sig. Corneliu Maior, il responsabile delle relazioni esterne universitarie Nicolae Turbatu e Tiberio Gruenwald, coordinatore rapporti centro università di Padova ad Arad. Ci ha aspettato per ore anche il Senatore Aurel Andelean della commissione affari esteri, ma purtroppo altri impegni lo attendevano.
Venuti a conoscenza della nostra spedizione in terra romena, attraverso Loris, amico del nostro Albino, hanno desiderato averci come ospiti per congratularsi per la nostra iniziativa sportiva e solidale. Ad Armenio e a Franca sono stati congegnati anche due diplomi ad Onorem. E’ stato un onore per loro riceverli. Con questa visita, abbiamo buttato la base per una futura collaborazione soprattutto per quanto riguarda il campo medico. Confidiamo veramente in un proficuo aiuto a livello scientifico affinché la leucemia venga debellata.
Terminata la conferenza, siamo stati accompagnati a cena. Tipiche del posto le pietanze ed il vino che portava l’etichetta dedicata alla nostra spedizione. Semplice dettaglio che ci ha fatto enorme piacere… e durante la cena gli animi si sono rallegrati nonostante la stanchezza.
Questa è la nostra ultima sera in Romania. Approfittiamo della serata fresca per fare una passeggiata per il centro di Arad che di notte è bella da togliere il fiato….
La tensione che avevamo oggi prima di raggiungere il traguardo sembra disciolta. Ci rimane ormai la sensazione di essere leggeri. Con tutte le emozioni di questa bella giornata ed “i pensieri felici”, ci sembra quasi di volare….


DATI TECNICI DELLA 11^ TAPPA
Velocità media: 24 km/h
Distanza percorsa: 78 Km
Dislivello: 370 mt
Ore effettive di pedalata: 3 h
Meteo: Partenza da Lugoj: ore 7.30 – sereno - 15°
Arrivo a Rusca Montana: ore 11.30 – sereno – 26°

C.L.

 

TIMISOARA (RO) – LUGOJ (RO)

29/08/08   10^ TAPPA

Timisoara. Sveglia alle 6.45. Piove a dirotto. L’umore è molto basso. Speravamo di fare queste ultime tappe con il bel tempo ed invece il destino sembra non essere clemente. Facciamo tutti insieme un’abbondante colazione, vista la vasta gamma di menù proposti e ci prepariamo a salire in groppa alle nostre bici.
Si scelgono i vari abbigliamenti antipioggia. Si scrutano gli avversari e alla fine si opta per l’olio canforato per impermealizzare le gambe.
Roxa, l’autista di TVR, ieri si è gentilmente offerto di accompagnarci fino alla periferia di Timisoara. Ci aspetta fuori dall’albergo. Uscire dal centro, non è impresa facile, sia per il traffico, sia per chi come noi è solo di passaggio e non conosce bene le strade. Attraversiamo la periferia e incrociamo un sacco di tram pieni di pendolari. 
Con grande piacere, la prima tabella chilometrica segna che mancano 64 chilometri a Lugoj invece degli 83 chilometri che avevamo calcolato guardando la cartina… La pioggia nel frattempo comincia a diminuire e l’umore comincia a migliorare. Abbiamo anche il vento a favore! 
Il gruppo si lancia in fila indiana, toccando a tratti addirittura i 30 km all’ora. La strada che da Timisoara porta a Lugoj è piuttosto stretta e molto trafficata, con fondo sconnesso. Possiamo dire che la guida degli automobilisti romeni, non è molto da manuale di scuola guida, con sorpassi azzardati, pericolosi e a forti velocità. Oltrepassiamo anche qualche incidente, che ci fa diventare ancora più prudenti.
Il paesaggio anche oggi rimane quello di campagna, con distese di campi a perdita d’occhio. Le coltivazioni più diffuse continuano ad essere quelle di granoturco, di girasoli e soia. Oggi abbiamo anche visto molte coltivazioni di miglio.
In prossimità di Buzias, che ci è stato segnalato come una cittadina di interesse turistica, ma che per motivi di tempo non abbiamo visitato, il tempo migliora e i ciclisti approfittano di una breve sosta per togliere K-way e protezioni pioggia varie. Poco dopo il gruppo si ricompatta, pilotato da Giuseppe (alias Capitan Uncino). Su una salita con pendenza 10% per circa 500 metri, Giovanni lancia lo scatto. Dal fondo del gruppo, contro-scatta Gianni che fulmina Giovanni negli ultimi metri, prima dello scollinamento, attraversando il traguardo immaginario a braccia alzate. Giovanni contesta il foto finish e la registrazione video dell’azione e la discute per i successivi 10 km!!!
Il fondo stradale peggiora gradualmente e i ciclisti sono costretti a ridurre la velocità. Anche se la tappa oggi è breve, facciamo il conto alla rovescia dei chilometri che mancano per arrivare a Lugoj. Poco prima di entrare, ci incontriamo con Mirela, giornalista di Actualitatea, che ci indica la strada corretta per entrare in centro e che ci darà una mano come interprete, visto che nessuno di noi parla romeno. 
Arriviamo alle 12.30 in albergo. Il tempo di fare una doccia, una breve passeggiata per il centro di Lugoj, uno spuntino e raggiungiamo il Teatro Municipale dove siamo attesi per la conferenza stampa. Sono presenti la Direttrice dell’Ospedale Municipale di Lugoj Delia Radu, il pediatra Ion Borosteanu, il Presidente del Rotary di Lugoj Sig. Abin Gaidos, Diana e Giulio di TVR (che sono stati con noi durante la tappa di ieri) e alcuni giornalisti. Ci ha fatto enorme piacere anche la presenza di Daniel Danica, il ragazzo che abbiamo conosciuto ieri durante la tappa per Timisoara.
Franca ha aperto la conferenza passando la parola ad Albino che è stato l’ideatore di questa pedalata. Albino ha spiegato a tutti i presenti come, dall’interesse per la leggenda del soldato Peter Pan e con il sostegno di Ferdinando Celi, è nata l’idea di fare questo percorso attraverso l’Europa, lungo e faticoso per rendere omaggio a questo personaggio reale ma fiabesco allo stesso tempo e soprattutto per trasmettere il messaggio solidale dell’AIL. 
Il nostro presidente Armenio Vettore ha poi continuato il discorso, spiegando cos’è l’AIL e quali sono i suoi scopi. In Romania l’AIL è un’associazione quasi sconosciuta. Il messaggio che abbiamo voluto portare in questo paese è che l’AIL è un’associazione seria e preparata. La leucemia è una malattia subdola che colpisce bambini ed adulti e che va debellata e grazie al reparto di oncoematologia pediatrica di Padova, che è uno dei più preparati ad affrontare questa malattia, nel corso di trent’anni, i casi di guarigione sono passati dal 15% al 78%. Una speranza di vita che vogliamo far crescere!
La parola è poi passata a Daniel, che con infinito entusiasmo ha ricordato il suo periodo trascorso in Italia, non come turista o lavoratore, bensì come ammalato di leucemia. Le sue parole ci hanno commosso perché sono state dettate dal cuore. Daniel ha ringraziato pubblicamente per la prima volta tutti noi dell’AIL, perché durante il periodo del suo ricovero a Pesaro ha ricevuto sostegno e aiuto, da persone che desideravano solo la sua guarigione.
La testimonianza positiva di Daniel, supportato dalla sorella Laura, ci ha arricchito ancora di più di soddisfazione e di emozione.
Ancora più bello è stata la disponibilità dei medici ad iniziare una collaborazione scientifica tra il loro ospedale di Lugoj e quello di Padova. Proposta che Armenio ha accettato con orgoglio e che lui stesso si impegnerà a concretizzare. Con la Leucemia non c’è tempo da perdere. Proprio oggi è iniziata questa collaborazione: ci è stato presentato dal Presidente del Rotary Abin Gaidos, un ragazzo di 14 anni, Ilavius Tenche ammalato di Leucemia. Armenio in nome dell’AIL si è reso disponibile a collaborare per poter dare una speranza di guarigione e di vita a Ilavius.
Si è anche concordato di creare un gemellaggio tra il Club Rotary di Lugoj e AIL di Padova, per dare un aiuto concreto ai malati leucemici romeni. Abbiamo aperto una porta!
Le emozioni e le speranze di questo viaggio cominciano a diventare molte. Una giusta ricompensa delle nostre fatiche!
Come ricordo, abbiamo consegnato le statuette di Peter Pan a coloro che sono intervenuti.
Anche il pullman che è partito da San Nazario, con Ferdinando e tutti i suoi accompagnatori, oggi ha raggiunto Lugoj. Ci siamo trovati tutti insieme a cena ed è stato veramente bello incontrare i nostri entusiasti conpaesani veneti che hanno seguito il nostro viaggio sul sito e nel telegiornale di Reteveneta. Non abbiamo dovuto raccontare nulla. Sapevano già tutto quello che ci è successo in questi dieci giorni!
Domani mattina partenza anticipata per l’ultima tappa che ci porta direttamente a destinazione a Rusca Montana, il paese dov’è nato Peter Pan e dove porteremo la Terra di Col Caprile.


DATI TECNICI DELLA 10^ TAPPA
Velocità media: 23 km/h
Distanza percorsa: 64 Km
Dislivello: 200 mt
Ore effettive di pedalata: 2’ 40’’ h
Meteo: Partenza da Timisoara: ore 8.45 – pioggia - 16°
Arrivo a Lugoj: ore 12.30 (+1) – sereno – 24°

C.L.

SZEGED (H) – TIMISOARA (RO)

28/08/08   9^ TAPPA

SZEGED. Sveglia alle 6.30. Facciamo una veloce colazione e partiamo alle 7.30.
Riattraversiamo il centro di Szeged per portarci sulla statale che ci condurrà al confine con la Romania. Dobbiamo fin da subito stare attenti alle automobili e ai tanti mezzi pesanti che ci sorpassano ad alta velocità.
Abbiamo appuntamento in frontiera con la TV nazionale romena TVR. Quando arriviamo sono già lì che ci aspettano, tra la polizia doganale e con la telecamera accesa. Abbiamo il piacere così di conoscere Diana (giornalista), Giulio (cameraman) e (Roxa) autista, che passeranno tutta la giornata con noi.
Ci lasciamo alle spalle le enormi campagne ungheresi e ci proiettiamo subito sulla pianura romena che presenta le stesse caratteristiche a noi ormai familiari: granoturco e girasoli intervallati da zone incolte e altri tipi di coltivazioni a perdita d’occhio. E’ soprattutto il giallo ocra ed il verde che risalta ai nostri occhi, ai lati della lunga riga nera asfaltata… 
Ma fin dai primi chilometri in territorio romeno, nota dolente, abbiamo notato rifiuti abbandonati un po’ ovunque, segno del poco rispetto per l’ambiente di alcune persone…
Appena entrati a Cenad centro, incontriamo la prima mucca che pascola lungo la strada e un carretto trainato da un cavallo. Per noi è sempre una sorpresa che ci fa tornare indietro nel tempo, quando ancora non esistevano le automobili e gli allevamenti industrializzati… 
Ma la Romania è un paese che si sta impegnando moltissimo per adeguarsi agli standard europei e lo dimostrano le zone industriali, soprattutto quella di Timisoara.
Il tempo passa, i chilometri si accumulano e i segni della fatica iniziano a farsi sentire sulle gambe e sulle menti. Oggi la prima defaillance evidente, che si somma a quelle consolidate di Albino: Simone si blocca! Non va più avanti, se non a velocità per lui ridicole, per un dolore alla coscia sinistra e forse anche per un inizio di crisi di fame che è sempre dietro l’angolo, per un mangiatore formidabile come lui. L’amoroso sostegno dei compagni e di Giovanni in particolare, lo traghettano al posto prescelto per il pranzo dove un’ora a gambe sollevate e una spalmata di voltaren gel assieme ad una buona dose di calorie, lo rimettono in sesto.
Ci fermiamo a Biled per la pausa pranzo. Una sosta goliardica e molto spensierata grazie anche ai nostri ospiti della televisione, curiosi di riprendere ogni nostro minimo movimento, anche il semplice fermarsi in una piazzola di sosta e improvvisare una spaghettata in pochi minuti. Il tutto condito da buon vino e grappa che hanno ravvivato gli stomachi e gli animi. 
I chilometri per raggiungere Timisoara, non sono molti. Risaliamo in sella alla bicicletta e proseguiamo verso la meta.
Dopo qualche chilometro ci fermiamo in una piazzola davanti ad una ditta di salumi. Alcuni impiegati si sono affacciati dalle finestre per curiosità, tanto che il titolare romeno si è avvicinato al nostro Presidente Armenio per chiedere informazioni.
Dopo avergli spiegato che siamo partiti nove giorni fa dal Montegrappa per raggiungere la casa di Pèter Pan a Rusca Montana e il significato solidale della spedizione si è complimentato per la nostra iniziativa ed ha voluto contribuire a suo modo, offrendoci salumi di sua produzione e pane per i nostri spuntini. Un gesto graditissimo! Non appagato dall’offerta fatta, si è voluto aggregare alla nostra carovana accompagnandoci fino in centro a Timisoara, strombazzando per attirare l’attenzione dei suoi concittadini.
Ma il momento clou e più gratificante fino a questo momento della spedizione, è stato quando abbiamo incontrato Daniel, un ragazzo di 24 anni di Timisoara che ci ha avvicinato dopo aver visto le bandiere dell’AIL che abbiamo issato sui nostri mezzi. Daniel ci ha fermato per complimentarsi con noi, ma soprattutto per ringraziare l’AIL che ha personalmente conosciuto e vissuto quando è stato ricoverato nel reparto di oncoematologia di Pesaro diretta dal Prof. Luccarelli cinque anni fa. Grazie al ricovero presso questo ospedale, dove ha subito l’autotrapianto di midollo, ha potuto guarire dalla leucemia e fortunatamente e con gioia ha potuto ringraziare chi ha contribuito alla sua guarigione: l’AIL. 
Armenio e Franca si sono appassionati alla sua storia e l’hanno invitato alla conferenza stampa che si terrà domani a Lugoj, come testimone del messaggio che abbiamo voluto portare in Romania e cioè di dimostrare che l’AIL non ha frontiere. Per qualunque persona, bambino o adulto che sia, la nostra Associazione si rende disponibile a collaborare, in tutti i modi possibili, nei casi di leucemia sostenendo le spese di viaggio, vitto e alloggio, spese per medicinali, ecc.
Rincuorati per l’episodio a cui abbiamo appena assistito, percorriamo gli ultimi chilometri che ci separano da Timisoara con una consapevolezza ancora più forte. 
Breve giro del Centro di Timisoara dove un sacco di persone ci avvicinavano per avere informazioni.
In serata abbiamo pianificato il percorso che faremo domani… e finalmente raggiungeremo “l’isola che non c’è del nostro Soldato Peter Pan a Rusca Montana.


DATI TECNICI DELLA 9^ TAPPA
Velocità media: 23 km/h
Distanza percorsa: 126 Km
Dislivello: 150 mt
Ore effettive di pedalata: 5,5 h
Meteo: Partenza da Szeged: ore 7.30 – sereno - 21°
Arrivo a Timisoara: ore 17.00 (+1) – sereno – 26°

C.L.

MOHACS (H) – SZEGED (H)

27/08/08   8^ TAPPA

Mohacs. Anche stamattina, il sergente di ferro Franca, anticipa la sveglia. Nonostante questo, non riusciamo a prendere il traghetto che ci porterà sull’altra sponda del Danubio programmato e prendiamo il successivo. Saliamo per primi e ci gustiamo il panorama che questo rinomato fiume ci offre da entrambe le sponde. Il dettaglio triste è che il Danubio non è propriamente blu come ci è da sempre stato presentato, ma di color marrone a causa dell’inquinamento.
Usciamo da Mohacs e si comincia a pedalare nel parco naturale del Danubio, con vigore grazie anche ad una temperatura mite che ci corrobora le menti ed il corpo. Ci addentriamo sempre di più nella “savana ungherese”: distese di terreni agricoli coltivati ed incolti a perdita d’occhio, senza incontrare anima viva per chilometri. Percorriamo lunghi rettilinei costeggiati da immense distese di granoturco, soia e girasoli. Ogni tanto incontriamo qualche carro trainato da cavalli e trattori che lavorano la terra. Solitamente siamo noi a fotografare ciò che ci circonda. I ruoli si sono invertiti quando un contadino è addirittura sceso dal trattore e ci ha fotografato con una fotocamera digitale!!!
Da uno spiazzo, abbiamo assistito al decollo di un elicottero stile apache che spargeva antigrittocamici sulle coltivazioni. Mai, ci era capitato di vedere una cosa simile, ma considerate le distanze tra la campagna e i primi centri abitati ed industrializzati, non ne siamo poi così stupiti.
Durante una delle tante soste, in attesa che i ciclisti sbucassero all’orizzonte, ci siamo accorti che lungo la strada c’erano degli alberi carichi di nespole gialle. Non siamo riusciti a resistere alla tentazione, e dopo poco, tutti assieme, abbiamo assaltato le povere piante, facendo scorta per il pranzo.
Ogni tanto ci addentriamo in qualche paese e ancora adesso, dopo tutti i chilometri percorsi, ci meravigliamo nel vedere come la cultura della pulizia dell’ambiente e l’ordine siano così radicate nelle abitudini della gente, e questo è dimostrazione di civiltà. Ma i piccoli centri si dimostrano anche di essere molto organizzati, soprattutto per quanto riguarda le strutture per il tempo libero come parchi, aree giochi per bambini, piscine e posti di divertimento. Anche questo è un segnale di crescita dell’Ungheria Europea.
Siamo perfino stati seguito da un anonima auto bianca. Al suono della sirena abbiamo capito che era la polizia. Siamo stati fermati, controllati i documenti, e rilasciati immediatamente. Abbiamo spiegato agli agenti il motivo della nostra spedizione, ed ancora una volta abbiamo ricevuto gesti di consenso e di ammirazione per la nostra spedizione, nonostante le difficoltà linguistiche che continuiamo a trovare in queste zone.
Ormai è l’una e oggi abbiamo scelto per il pranzo, un bel prato verde ombreggiato vicino una casa. I proprietari, Cristina e Raynold e i loro cani, una giovanissima coppia di sposi, sono stati gentilissimi. Ci hanno gentilmente ospitato in casa loro, ci hanno fatto vedere la loro cantina vinicola e ci hanno offerto il vino di loro produzione e dell’acqua fresca. Abbiamo ricambiato invitandoli a pranzo con noi e loro simpaticamente hanno accettato: naturalmente il menù prevedeva spaghetti.
Salutati i nostri nuovi amici, siamo ripartiti velocemente, dopo questa lunga sosta e ci accorgiamo che il contachilometri segna 1000. Da quando siamo partiti è già passata una settimana. Ci siamo lasciati alle spalle il Monte Grappa in Italia otto giorni fa, proiettati con decisione verso Rusca Montana in Romania. Così abbiamo invaso completamente la strada, tra gli occhi stupiti della gente che non capiva cosa stavamo facendo…
Allunghiamo di qualche chilometro il percorso, pur di non percorrere la strada trafficata e ci inoltriamo in una stradina che passa per chilometri tra una fitta giungla di piante, dove il camper è passato con non poche difficoltà. Usciti illesi ed indenni, breve sosta nell’area naturalistica dove dei tranquilli e pacati bufali, pascolano.
La tappa di oggi è stata più lunga del previsto. I ciclisti hanno messo a dura prova la loro resistenza fisica sotto il sole battente per molte ore e tra saliscendi impercettibili a occhio nudo, ma percettibili per le gambe. Dopo più di mille chilometri, la stanchezza si comincia a farsi sentire, sia nei ciclisti, sia negli accompagnatori. Ma ormai manca poco e ciò ci fa stringere i denti e ci rincuora!
Domani passeremo il confine ed entreremo finalmente in Romania, il paese natale del nostro Peter Pan.


DATI TECNICI DELLA 8^ TAPPA
Velocità media: 22 km/h
Distanza percorsa: 158 Km
Dislivello: 400 mt
Ore effettive di pedalata: 7 h
Meteo: Partenza da Mohacs: ore 8.15 – sereno - 21°
Arrivo a Szeged: ore 19.00 – sereno – 25°

C.L.

SZIGETVAR (H) – MOHACS (H)

26/08/08   7^ TAPPA

Szigetvar. Sveglia ore 6.45. Solita colazione e poi iniziamo a caricare i bagagli nei mezzi. Ormai ci sentiamo veramente tutti dei vagabondi visto che in una settimana abbiamo attraversato quasi mezza Europa e cambiato letto ogni sera (camperisti a parte).
Stamattina la giornata è iniziata in modo diverso dal solito. Abbiamo avuto un contrattempo tecnico. Non riuscivamo a connetterci ad internet dal computer dell’albergo per spedire il diario di ieri: girava ancora Windows 98 su hard disk da 4 gigabyte (la nostra chiavetta USB era più potente!). Dopo mille peripezie e dopo essere stati invano in un negozio di telefonia senza riuscire a spedire nulla, eravamo nel panico. Fortunatamente abbiamo trovato un internet point, dalla tipica architettura turca, e ci siamo riusciti!
Considerato il contrattempo, i ciclisti e i camperisti, approfittando del limitato chilometraggio della tappa odierna e si fermano a visitare la Fortezza medioevale di Szigetvar che nel 1566 fu teatro dell’inizio della riscossa dei magiari contro i turchi ed è diventato poi il simbolo dell’amore patriottico.
Ci lasciamo alle spalle Szigetvar e usciamo dalla cittadina. 
Cominciamo ad inoltrarci su lunghissimi rettilinei in mezzo alla campagna, contornati da distese di granoturco, campi incolti e con saliscendi. Cavalcando i saliscendi, per un attimo abbiamo pensato di trovarci nelle strade di San Francisco. Continua la monotonia tipica della putzca ungherese che ci fa tornare in mente alcune panoramiche del film “La principessa Sissi”.
Attraversiamo molti paesi e cominciamo a notare una considerazione ed una cura maggiore delle case. Mentre prima le vedevamo piccole, essenziali, senza recinto e senza intonaco, ora cominciamo a vederne di curate, colorate, e con giardini ricchi di fiori. Anche l’arredo urbano è molto più accurato.
Facciamo una breve sosta a Harkany, una cittadina termale, molto moderna e turistica. 
Continuiamo il nostro percorso verso Siklos e ci fermiamo per la pausa pranzo presso un’area attrezzata. Oggi è stata più goliardica del solito, chiusa in bellezza con un buon bicchiere di grappa. 
Dopo il pranzo si riparte e percorriamo la famosa strada del vino (Siklos, Villany e Boly) che assomigliava alla nostra zona del prosecco di Valdobbiadene. Ettari ed ettari di vigneti a destra e a sinistra con uva buonissima. 
Raggiungiamo Mohacs percorrendo la statale 57 negli ultimi 10 chilometri, anche se non era accessibile alle biciclette, a nostro rischio e pericolo. Il traffico era notevole e la carreggiata era sconnessa con un cordolo di smaltimento acqua molto profondo.
Finalmente entriamo in città e con l’aiuto di alcuni passanti, abbiamo raggiunto il nostro B&B con facilità. 
La nota negativa si è verificata a cena. Ci siamo trovati di fronte un bellissimo piatto di bucatini al pomodoro e pancetta… peccato che il pomodoro, fosse ketchup!!! Troppo dolce per i nostri palati.
Concludiamo la serata con una passeggiata lungo la riva del Danubio dove era parcheggiato il galeone di Capitan Uncino (ferry boat) e che domani assalteremo con i nostri mezzi…


DATI TECNICI DELLA 7^ TAPPA
Velocità media: 22 km/h
Distanza percorsa: 120 Km
Dislivello: 300 mt
Ore effettive di pedalata: 5,5 h
Meteo: Partenza da Szigetvar: ore 8.30 – sereno - 16°
Arrivo a Mohacs: ore 17.15 – sereno – 26°

C.L.

VARAZDIN (HR) – SZIGETVAR (H)

25/08/08   6^ TAPPA

Stamattina il sergente di ferro Franca, anticipa l’alzata alle 6.15. Mugugni e tentativi di ammutinamento serpeggiano tra i ciclisti. Alcuni confidavano che lo staff dell’albergo ritardasse la colazione, ma nonostante tutto, la partenza è avvenuta comunque alle 8.30. 
Sistemati i bagagli, bisogna risolvere il problema della rottura della leva del cambio della moto di Mirko causata dalla scivolata nel fango di ieri. Con una chiave a brucola, fascette e schotch, Mirko con l’aiuto di Giancarlo riescono a sistemarla.
Facciamo un breve breefing informativo sulle coordinate geografiche da seguire, per evitare di perderci di vista e partiamo.
I ciclisti partono subito con andatura spedita, scandita a sorpresa, da Albino, considerando le sue condizioni fisiche. 
A 30 chilometri, ci accorgiamo che sbadatamente non è stata resa la chiave di una delle nostre stanze d’albergo. Non potendo tornare indietro,e non potendo lasciare proseguire la carovana da sola, decidiamo di spedirla per posta. Entriamo in un ufficio postale e gentilmente l’impiegata ci abbona il costo della spedizione. Per ringraziarla le abbiamo regalato uno dei nostri cappellini.
Nel giro di un’ora si arriva a Ludbreg e continuiamo ad avvicinarci alla frontiera ungherese.
Le strade sono prevalentemente rettilinei che passano in mezzo alla campagna, tra piantagioni di betulle, di girasoli (peccato non siano in fiore!), di alberi da frutto e distese di granoturco, intervallate da ettari di boschi e praterie. 
Giuseppe ci fa presente che lui non ha mai visto così tanti alberi traboccanti di frutta. Infatti, in queste zone di campagna croate, lontane dall’inquinamento gli alberi non vengono trattati chimicamente. Giuseppe commenta saggiamente dicendo: “Stanno meglio loro o stiamo meglio noi?”.
Passiamo le ultime frazioni croate. Le case che fiancheggiano la strada principale sono tutte simili, moltissime senza intonaco (per loro costosissimo), con all’esterno legnaie e depositi per gli attrezzi agricoli. Notiamo che molte sono anche senza antenna televisiva.
Si attraversa per l’ultima volta la Drava. Si prosegue verso il confine ungherese e la dogana di Gola. Appaiono all’orizzonte le prime cicogne che ci lasciano a bocca aperta. I gendarmi croati si dimostrano molto cordiali, ma mentre attraversiamo la terra di nessuno, i gendarmi ungheresi, escono dai loro bunker e si schierano di fronte a noi. Purtroppo non abbiamo potuto fare nessuno scatto di foto, per motivi di stato, ma ci lasciano passare senza problemi.
Appena entrati in Ungheria, ci accordiamo per fare la pausa pranzo una ventina di chilometri dopo. 
I ciclisti si complimentano con l’ingegnere che ha tracciato la strada nel bosco perché è perfettamente diritta per chilometri e chilometri, ma non incontriamo anima viva. Attraversiamo le prime frazioni ungheresi. Piero crede di essere finito in un film dell’orrore. Fuori casa non c’è nessuno, dentro casa non c’è nessuno, non incontriamo nessuno per strada, non c’è nessuno nei campi e allora lo sentiamo dire: “I sarà tutti morti!”. A quel punto, giriamo la testa e vediamo un cimitero… Improvvisamente al nostro orizzonte, appare il Presidente Armenio, che ci segnala il Pit Stop. Una fumante pasta al pesto alla genovese, cucinata dal nostro Chef Angelo, ci rallegra il morale e riempie lo stomaco. Simone, in crisi ipoglicemica, si tuffa su tutto ciò che è commestibile. Dopo il caffè si riparte. 
Si procede a strappi sul percorso ondulato, lasciandoci alle spalle la noiosa pianura. Gli atleti scaricano le ultime energie sulle varie salite che si susseguono. Sullo sfondo intravediamo le prime abitazioni di Szigetvar e il suo Castello antico, dal quale è partita una famosa rivolta contro i turchi durante l’Impero Ottomano.
Oggi l’umore è stato piuttosto alto, grazie al bel tempo, alla temperatura ottimale, al una tappa tutto sommato tranquilla e divertente, nonostante la stanchezza accumulata nei giorni precedenti.
Domani mattina si parte per Mohacs, la seconda tappa ungherese.


DATI TECNICI DELLA 6^ TAPPA
Velocità media: 22 km/h
Distanza percorsa: 160 Km
Dislivello: 450 mt
Ore effettive di pedalata: 7,5 h
Meteo: Partenza da Varazdin: ore 8.30 – sereno - 16°
Arrivo a Szigetvar: ore 17.15 – sereno – 27°

C.L.

RADLJE OB DRAVI (SLO) – VARAZDIN (HR)

24/08/08   5^ TAPPA

Radlje ob Dravi: Sveglia alle ore 7.00. Piove a dirotto, fa freddo e nel cielo si vedono solo nuvoloni grigi a perdita d’occhio. Con i visi un po’ cupi, al pensiero della giornata piovosa che ci aspetta, facciamo colazione. Franca, Armenio e Giancarlo, pensando alla difficoltà della preparazione della pasta sotto la pioggia, decidono di “svaligiare”il buffet e preparare subito i panini per la precaria sosta di pranzo. Rassegnati psicologicamente ad una intera giornata di pioggia e freddo, cominciamo a prepararci ad affrontarla. Stamattina è una partenza piuttosto lenta. Tra il gruppo di ciclisti si sviluppano due filosofie: c’è chi si affida all’energia prodotta dal proprio corpo pedalando e chi si attrezza per essere totalmente protetto dalla pioggia. Ed ecco sbucare tra i ciclisti anche un motociclista, un pescatore, un palombaro…


L’aspettativa di una giornata sotto la pioggia spinge ciascuno a rinchiudersi nel proprio cuore (oltre che nell’impermeabile!!!). Gianni in particolare si è idealmente ricongiunto con i suoi cari e con uno slancio poetico ha immortalato il momento con una frase inviata alla moglie, in occasione del 25° anno di matrimonio, che diceva “Ogni mia pedalata è un pensiero”. Per chi non l’ha specificato, ma siamo sicuri sia per lei.
Percorriamo un tratto di statale tutti insieme. Raggiunto il ponte di Podvelka ci separiamo. I ciclisti preferiscono continuare la Drauweg, sconfinando tra montagne e boschi. Cerchiamo di intercettarli a Ruscava, ma ci viene incontro Mirko e ci mostra dispiaciuto i danni alla moto causati della sua caduta sul fango della pista ciclabile sterrata. Fortunatamente non si è fatto male. Solo la moto ha riportato qualche rottura.
A questo episodio, aggiungiamo l’ennesimo caso fortuito che ancora una volta ha coinvolto il nostro povero Albino che stavolta è stato punto da un’ape mentre pedalava. Problema risolto immediatamente grazie al vecchio rimedio dell’ anello.
Continuiamo fino a Fala e ci troviamo di fronte ad un maestoso impianto idro-elettrico… 
Furbamente, e nonostante l’accesso limitato, ci siamo addentrati e l’abbiamo attraversato per ricongiungerci con la strada principale.
Cominciamo ad avvicinarci alla Croazia e fortunatamente anche le condizioni meteorologiche migliorano. Verso le ore 11.00 esce il sole. I ciclisti sono quasi dispiaciuti: erano partiti con l’intenzione di compiere un’impresa “eroica”.Invece è stata breve ma intensa.


Raggiungiamo Maribor e ne attraversiamo il centro suscitando la curiosità e l’interesse nei passanti. Ci fermiamo nella piazza centrale e veniamo avvicinati da molti passanti. Visitiamo la Cattedrale di Anthony St. Martin e rimaniamo affascinati dai mosaici delle vetrate e dall’imponente organo. 
Ricomponiamo il gruppo e ci accingiamo a raggiungere la periferia ed ad imboccare la strada che ci conduce alla frontiera croata. Percorriamo gli ultimi chilometri di strade slovene sorpassandoci, aspettandoci, salutandoci.
Alla dogana il nostro passaggio è stato accolto in modo molto cordiale. Fare questa spedizione per i bambini del reparto oncoematologico di Padova e per l’AIL, suscita sempre ammirazione in chi ci incontra e soprattutto orgoglio in noi che ne portiamo la bandiera.


Passiamo la frontiera. Cominciamo ad addentrarci in Croazia e notiamo che è un paese prevalentemente rurale. I paesi da noi attraversati ci mostrano ancora molte differenze con i paesi occidentali. Il percorso da fare per l’allineamento con gli standard degli altri paesi europei è ancora lungo. 
Passiamo davanti a coltivazioni, allevamenti e case che sembrano fattorie. Stiamo seguendo le indicazioni per Varazdin, che è la città che ci ospiterà stanotte.
La raggiungiamo e cominciamo a notare il traffico e il via vai della gente al quale ormai non eravamo più abituati. Raggiungiamo l’albergo. Una rigenerante doccia prima di cenare e piacevole sorpresa da parte del personale del ristorante dell’albergo che ci ha preparato il dessert con piccole bandiere italiane, che hanno alimentato il nostro orgoglio patriottico e la nostalgia di casa…


DATI TECNICI DELLA 5^ TAPPA
Velocità media: 20 km/h
Distanza percorsa: 135 Km
Dislivello: 700 mt
Ore effettive di pedalata: 7 h
Meteo: Partenza da Radlje ob Drovi: ore 8.45 – pioggia - 13°
Arrivo a Varazdin: ore 17.45 – sereno – 24°

C.L.

FERLACH (A) – RADLJE OB DRAVI (SLO)

23/08/08   4^ TAPPA

Alle 7.00 ci svegliamo con la piacevole vista dei due piccoli cerbiatti che corrono giardino della nostra Gasthof. Facciamo colazione tutti insieme. Nel ristorante c’è una simpatica collezione di rane di tutti i tipi e di tutte le forme. Impossibile contarle. Sono omaggi degli ospiti passati in quest’albergo. Carichiamo i bagagli nei mezzi che ci accompagnano nel nostro vagabondare per mezza Europa… 


Il cielo è molto nuvoloso e fa piuttosto freddo, ma non ci abbattiamo. Alle 8.30 partiamo per la nostra quarta tappa che in serata ci farà raggiungere la Slovenia. 
La Drauweg, la pista ciclabile che stiamo percorrendo da Dobbiaco, anche a Ferlach si allontana dalla strada statale e siamo costretti a separarci, ma ci diamo appuntamento a Volkermarkt. 


I ciclisti corrono lungo il corso della Drava, mentre i mezzi scollinano tra monti e vallate. Ormai il paesaggio ci è familiare ma non possiamo non stupirci di fronte a gialli campi di camomilla o a giganti funghi nei boschi (che abbiamo pensato bene di raccogliere per cena!!!)


Chilometro dopo chilometro iniziamo a notare che l’architettura e i paesi cominciano gradualmente a cambiare, avvicinandosi sempre più agli stili sloveni. L’andatura tranquilla ci permette di guardare anche i piccoli particolari, soprattutto la maestosità delle acque della Drava e l’imponenza delle strutture idrauliche che ne regolano il regime.


Il tempo purtroppo ha cominciato a guastarsi nella tarda mattinata.
In prossimità di Neuhaus la pista ciclabile finalmente si affianca alla strada. Franca stavolta non si lascia scappare il gruppo ed è determinata a seguirli, sia per strada che non…


Alle 13.45 ci fermiamo a Lavamund dove Armenio e Angelo ci attendono per il pranzo. Stavolta hanno scelto un piazzale con tettoia nelle vicinanze di una vecchia stazione, che si è rivelata provvidenziale quando alle 14 è cominciata una pioggia a dirotto che non ci ha più abbandonato. Abbiamo atteso fino alle 15 che cessasse. Nessuna speranza di miglioramento. Ci attrezziamo nel migliore dei modi per l’emergenza pioggia, con K-Way, copri-scarpe e tute da pioggia ecc. e si parte. In base alle attrezzature i ciclisti si sdoppiano in due gruppi. Alessandro, Bepi, Gianni, Giovanni percorrono la statale a tutta velocità per arrivare il prima possibile in albergo e soprattutto sotto una calda doccia. Albino, Giampietro e Simone, super protetti con le tute antipioggia, scelgono di continuare per la pista ciclabile scortati dal centauro Mirko.
Attraversiamo velocemente il cartello che segna il confine Slovenia e ci sentiamo praticamente arrivati.


Ci ricongiungiamo tutti in albergo a Radlje ob Dravi, dopo 25 km di pioggia scrosciante ininterrotta. Una calda doccia rigenerante per contrastare il brusco calo della temperatura e siamo già pronti per la cena.
La stanchezza di questa fine giornata si fa sentire e saggiamente ognuno si ritira nella propria stanza per recuperare le forze per domani che ci vedrà raggiungere Varazdin in Croazia.

 

 


DATI TECNICI DELLA 4^ TAPPA
Velocità media: 20 km/h
Distanza percorsa: 105 Km
Dislivello: 700 mt
Ore effettive di pedalata: 5 h
Meteo: Partenza da Ferlach: ore 8.15 – molto nuvoloso - 14°
Arrivo Radlje ob Drovi ore 16.45 – pioggia – 16°


C.L.

OBERDRAUBURG (A) – FERLACH (A)

22/08/08   3^ TAPPA

Stamattina, la sveglia è suonata alle 6.45. Abbiamo fatto la consueta abbondante colazione e caricato i bagagli nel camper e nel pulmino. Il tempo non promette per niente bene. E’ molto nuvoloso e umido. La pioggia sembra imminente. Visto il tempo, i ciclisti decidono di partire subito. Forse così riusciamo a scampare al pericolo della pioggia. Luciano, il bambino sperduto che ha pedalato con noi durante la tappa di ieri, ci accompagna per una parte del tragitto anche oggi. La tappa che da Oberdrauburg ci porta a Ferlach è piuttosto lunga. Cerchiamo quindi di avvantaggiarci.
Subito alla partenza, il gruppo si separa. Franca, Chiara e Fausto rimangono in albergo per mandare la mail del diario della giornata di ieri alle persone che si prendono cura della nostra spedizione. Purtroppo incappiamo in problemi di connessione. La padrona del Gasthof che ci ha ospitato per la notte, è stata gentilissima. Ha telefonato a mezzo paese fino a quando non ha trovato una persona che è riuscita ad aiutarci. Questo inconveniente però ci è costato quasi un’ora di ritardo dal resto del gruppo. 
I ciclisti hanno imboccato subito la pista ciclabile. Angelo con Armenio in camper e Mirco in moto spalleggiavano i nostri atleti. Purtroppo, troppo spesso, la pista ciclabile non è parallela alla strada di normale scorrimento. E questo purtroppo comporta il perdersi di vista e trovarsi chilometri e chilometri dopo, com’è infatti avvenuto! Giusto al 54° chilometro, casualmente riusciamo a ricongiungerci. Ne approfittiamo per bere e per un piccolo spuntino energetico. Luciano decide di tornare indietro e ci salutiamo con qualche dritta per il suo rientro in solitaria. Noi invece continuiamo. Rusca Montana è ancora molto lontana. Proseguiamo per la pista ciclabile R1 che fiancheggia il fiume Drau/Draga. Dalla pista immersa nella natura, il paesaggio ci riempie gli occhi. E’ tipicamente rurale: distese di prati verdi smeraldo, coltivazioni, pascoli, fattorie, depositi di legname, cascate tra i boschi… Qua e là si vedono piccoli villaggi. Alcuni composti da una chiesa e solo qualche casa. I giardini fioriti sono curatissimi. Il Drau in alcuni punti si allarga e la corrente diventa sempre meno impetuosa fino a sembrare un lago nel quale nuotano eleganti, decine e decine di cigni. Incontriamo un sacco di ciclo-turisti lungo la pista. Il verde Monte Grappa con l’immagine del Peter Pan soldato e quello della favola stampato dietro alle nostre maglie, incuriosisce. Scambiamo qualche parola con un gruppo di francesi, un austriaco con madre rumena e alcuni italiani da Pordenone e Vittorio Veneto. 
Passiamo per il centro di Spittel, tipico paese austriaco, un po’ più caotico delle strade che ormai siamo abituati a frequentare. La pulizia e l’ordine di questi paesi ci sorprende piacevolmente.
Intorno alle 13.30, affamati ci fermiamo in un’area di sosta a Kellerberg per il pranzo. I cuochi Angelo e Giancarlo si danno da fare per preparare un succulento piatto di pasta, benzina per il corpo e per la mente del ciclista. Il tutto naturalmente accompagnato da del buon vino. 
Levate le tende, proseguiamo e ci diamo appuntamento a Villach, ma purtroppo il ricongiungimento della pista ciclabile e la strada normale, salta e ci troviamo ciclisti da una parte e mezzi dall’altra. Fortunatamente il nostro motociclista Mirco ed il Fotografo Fausto seguono gli atleti, e c’erano anche quando Albino cade e si fa male un ginocchio. Fortunatamente a pochi passi, c’era la croce rossa austriaca che prontamente l’ha medicato e l’ha rimesso in sesto per continuare la pedalata fino a fine tappa.
Raggiungiamo Ferlach finalmente alle ore 19.15. Stanotte pernottiamo in un albergo tipicamente rurale, circondato da boschi e con dei cerbiatti che arrivano fino a qualche metro dalle finestre delle nostre stanze. Anche questo posto è frequentato prevalentemente da turisti che hanno la passione per la bicicletta come noi. Incontriamo infatti un gruppo di padovani e per un attimo ci sembrava di trovarci a casa…
In queste zone, non c’è inquinamento luminoso. Le stelle nel cielo brillano e sembrano più vicine… e ci sembra di aver ormai riconosciuto quella di Peter…


DATI TECNICI DELLA 3^ TAPPA
Velocità media: 20 km/h
Distanza percorsa: 157 Km
Dislivello: 900 mt
Ore effettive di pedalata: 8 h
Meteo: Partenza da Oberdrauburg : ore 8.15 – molto nuvoloso - 18°
Arrivo ore 19.15 – sereno – 20°

C.L.

PIEVE DI CADORE (BL) – OBERDRAUBURG (A)

21/08/08   2^ TAPPA

Stamattina sveglia alle ore 7.00. Colazione abbondante. Bisogna rifocillarci per avere energia a sufficienza per questa nuova giornata che ci vedrà oltrepassare il confine italiano ed entrare in Austria.

 

Mentre sistemavamo i mezzi per la partenza, una visita inaspettata ci ha sorpresi. Ci ha raggiunto infatti Luciano (un altro bambino perduto!), un caro amico di alcuni di noi, partito da Cittadella e spinto dal desiderio cavalcare con noi la favola di Peter Pan e di condividere strade e momenti di questa fantasiosa spedizione.

 

Caricati a puzzle i bagagli nei mezzi, partiamo alla volta dell’Austria. Prima destinazione obbligata è stata Cortina d’Ampezzo. Dopo 34 chilometri raggiungiamo la Perla delle Dolomiti. Attraversiamo la via principale, bici alla mano, sotto gli sguardi incuriositi di tutti i turisti che affollavano la via, i bar e i negozi… In un angolo del Corso, un tipico signore cadorino, attrae la nostra attenzione intonando musiche popolari con campanacci di diverse dimensioni.

 

Risaliamo in sella. Appena usciti dal centro di Cortina, ci separiamo. I ciclisti procedono per la pista ciclabile sterrata Cortina-Dobbiaco. I mezzi invece procedono per la strada normale che ci offre meravigliosi scenari grazie alle nostre invidiatissime Dolomiti. Ci diamo appuntamento a Cimabanche per lo spuntino di mezza mattina. Ci separiamo nuovamente. Il camper ci anticipa a San Candido, per preparare il pranzo. Scegliamo come piazzola di sosta un cantiere di una casa in costruzione, che perlomeno ci riparava dal forte vento che soffiava in vallata e che si trovava adiacente alla pista ciclabile. Conosciamo anche un gentile operaio che ha condiviso con noi il nostro buon vino. Con il suo italiano un po’ austriaco ci ringrazia e ci augura buon viaggio.

 

Mentre l’acqua per la pasta faticosamente inizia a bollire, Alessandro e Luciano in fuga d’emergenza, ci raggiungono e ci comunicano che Bepi (il nostro Capitan Uncino) ha forato. Caricata la ruota di scorta in spalla, i nostri due ciclisti ripercorrono i 6 km di distanza per aiutare il loro compagno in difficoltà.

 

Quando il trenino finalmente arriva, gli spaghetti al pomodoro, sono pronti per essere divorati. La pausa stavolta è breve. Bisogna recuperare il tempo perduto… Smontiamo il nostro accampamento in fretta e furia e ci avviamo per raggiungere Lienz che ci avvicina sempre più, alla nostra seconda meta Oberdrauburg.

 

Entriamo a Lienz. Nel piazzale antistante la stazione dei treni, attendiamo l’arrivo dei nostri atleti, vedendo passare davanti ai nostri occhi, decine e decine di ciclisti di tutte le tipologie ed età (sportivi, uomini, donne, famiglie, bambini..). 


L’amore per la bicicletta e la possibilità di percorrere una pista in mezzo alla natura come quella che oggi ha affascinato anche noi, trapela facilmente dalle centinaia di biciclette ammassate nei vari noleggi.

Restiamo anche esterrefatti nel sentire alcuni di questi ciclisti dire in dialetto veneto: “Ohhh, vardè! I xe quei del Grappa de Piter Pan!!!”. Questo ci onora e ci entusiasma e soprattutto ci fa sentire orgogliosi della nostra Patria.

Dopo 18 chilometri da Lienz raggiungiamo Oberdrauburg, piccolo e tipico paese austriaco dove anche il nostro albergo è attrezzato per il turismo a due ruote.


Dopo la cena e una fresca birra, andiamo finalmente a dormire con lo “sguardo verso la seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino…”

 

 

 

 

 

 


DATI TECNICI DELLA I^ TAPPA
Velocità media: 21 km/h
Distanza percorsa: 135 Km
Dislivello: 900 mt
Ore effettive di pedalata: 7 h
Meteo: Partenza da Pieve di Cadore: ore 8.30 – sereno - 22°
Arrivo Oberdrauburg ore 17.30 – sereno – 18°

 


C.L.

 

MONTE GRAPPA – PIEVE DI CADORE (BL)

21/08/08   1^ TAPPA

E finalmente si alza il sipario sulla sesta spedizione ciclistica solidale “I mille colori della Vita” che anche quest’anno viaggia sotto l’egida dell’AIL di Padova.

 

Inizia così il nostro viaggio tra fiaba e realtà, percorrendo la strada a ritroso del soldato Péter Pan sepolto in Grappa.

 

Stamattina ci svegliamo tutti presto. Caricati pulmino e camper partiamo alla volta del Monte Grappa. Percorsa la strada che ci conduce fino a Cima Grappa, tra i verdi boschi, i pascoli, i panorami mozzafiato, scorgiamo già sopra le nostre teste l’imponente croce del Sacrario e i tanti piccoli loculi che accolgono i caduti italiani della Prima Guerra Mondiale.

 

Nel piazzale del Rifugio Bassano, a fare gli onori di casa il Luogotenente Maresciallo Diego D’Agostino, Direttore del Sacrario, oltre al Sindaco di San Nazario Ottorino Bombieri, l’assessore di Bassano del Grappa Egidio Torresan, l’Assessore di Fontaniva Ernesto Spessato, il Gruppo Alpini di Semonzo del Grappa, Resana, Cima Grappa e Padova.  E nonostante la fredda temperatura e la spessa coltre di nubi che ci circonda, siamo rimasti sorpresi dalla numerosa adesione di partecipanti che ci hanno fiancheggiato durante tutta la cerimonia della partenza.

 

Saliamo la gradinata e percorriamo tutti insieme il viale degli Eroi fino alla chiesetta della Madonnina del Grappa dove Don Giancarlo, vice parroco della Parrocchia di Crespano del Grappa, ci benedice e ci affida alla protezione della Madonnina di bronzo.

 

Ci incamminiamo verso il cimitero Austro-Ungarico e facilmente riconosciamo la tomba del soldato Peter Pan. Un mazzolino di fiori di campo e dei sassolini bianchi erano là, proprio come narra la leggenda ormai famosa nella zona del massiccio. Facciamo le consuete foto di rito, con la sensazione di avere Peter a fianco a noi…

 

Ritorniamo in Piazzale, montiamo in sella alle biciclette e ai mezzi e raggiungiamo Caserma Milano.

 

Il sindaco di San Nazario Ottorino Bombieri ci ha consegnato un’ampolla di vetro contenete la terra di Col Caprile, dove è morto il soldato Péter Pan nel 1918, che noi prendiamo in consegna e porteremo direttamente nelle mani del primo cittadino della comunità di Rusca Montană in Romania , come segno di pace e fraternità fra i popoli.

 

Franca lascia come ricordo simbolo della nostra spedizione la statuetta di Peter Pan e della Fatina Trilli alle autorità che ci hanno gentilmente accompagnato in questa nuova esperienza, sicuri che ne faranno buona custodia. Salutiamo parenti ed amici e giù di corsa, in discesa, verso la prima meta, San Vito di Cadore, che poi, per motivi logistici è diventato Pieve di Cadore. Partiamo ufficialmente alle ore 10.30 di questo mercoledì d’agosto, sfrecciando lungo le stradine strette e tortuose, tra i pascoli e gli alberi. Respiriamo aria pura e fresca e possiamo anche sentire il profumo tipico delle malghe e dell’erba. Stiamo percorrendo il versante di Seren del Grappa in direzione Feltre-Belluno.

 

Arrivati a Belluno, guardiamo l’orologio e ci accorgiamo che è l’una. E’ ora di pranzo. La fame si sente… Ci fermiamo in un piazzale di sosta: tavolo, sedie, viveri, fornelletto. Siamo dei veri campeggiatori DOC. E c’è chi mangia più di un panino e chi invece mangia minestrina… l’importante è stare insieme serenamente e le battute divertenti non tardano ad arrivare. Già dopo poche ore il nostro gruppo composto da quattordici teste diverse si sta affiatando. Dolce, caffè e siamo di nuovo pronti a partire. Nuvole minacciose sembrano ci stiano aspettando. Mancano 35 kilometri all’arrivo, bisogna andare!

 

La strada a valle è prevalentemente pianeggiante e noi siamo dei piccoli puntini che si muovono tra le alte Dolomiti bellunesi. Buttiamo un occhio sulla destra ed ecco la famosa Diga del Vajont. Siamo a Longarone. Non possiamo non fermarci per ricorda la tremenda tragedia che ha colpito questa zona il 9 ottobre 1963 che ha raso al suolo degli interi paesi e causato migliaia di vittime.

 

Con un filo di tristezza e con ammirazione continuiamo la nostra corsa in questo paese ricostruito dal nulla. Dopo pochi chilometri raggiungiamo Pieve di Cadore, situato ai piedi del Monte Antelao, che è una delle cime più alte delle dolomito (quasi 3.000 mt!!!) dove trascorreremo la prima notte.

L’andatura della pedalata oggi è molto turistica, tranquilla e non sforzata. In linea con la filosofia della spedizione. In gruppo si parla, si chiacchiera, si discorre di tutto: di politica, del sociale, del valore dei soldi, ma soprattutto del valore della vita.

 

Tutti siamo rimasti sorpresi da Albino Zonta, che nonostante il trauma cranico che ha subito pochi giorni fa, a causa di un incidente, ha portato a termine la prima tappa tranquillamente.

Alle 19 ci ritroviamo al bar per l’aperitivo e per la cena. L’atmosfera è serena e gioviale e ricordiamo tutti assieme i momenti più emozionanti di questa lunga giornata. Ridiamo e scherziamo…

 

Con nostra sorpresa, nel Ristorante dell’Albergo, era ospite a cena il ministro dell’economia Giulio Tremonti, che amichevolmente si è interessato alla nostra spedizione e al quale abbiamo fatto dono della statuetta di Peter Pan e del gagliardetto dell’AIL.

 

Breve passeggiata in centro a Pieve di Cadore. Una fresca birra e poi tutti a nanna.

Domani ci aspetta la seconda tappa di 120 km circa e che ci porterà ad Oberdrauburg in Austria.  

 

 

 

 

 

 

 

DATI TECNICI DELLA I^ TAPPA  

Velocità media: 23 km/h

Distanza percorsa: 110 Km

Dislivello: 1.100 mt

Ore effettive di pedalata: 4h

Meteo: Partenza dal Monte Grappa: ore 9.00 - nuvoloso - 14°

Arrivo Pieve di Cadore ore 17.30 – sereno – 25°  

 

 

 

C.L.

20 agosto 2008

MONTE GRAPPA

AL VIA LA SPEDIZIONE CICLISTICA
 

Il Luogotenente Diego D’Agostino, direttore del Sacrario di Cima Grappa, ha fatto gli onori di casa alla spedizione ciclistica che dal Monte Grappa, raggiungerà il paese del soldato Pèter Pan: Rusca Montana in Romania.

 

« E’ un viaggio tra fiaba e realtà – ha detto l’organizzatrice di quest’evento Franca Lovisetto – che seguendo la strada a ritroso del soldato sepolto in Grappa, intende portare una ventata di solidarietà a favore dell’AIL di Padova ».

 

Una partenza in pompa magna, perché al sacello di quota 1776, oltre al  sindaco di San Nazario Ottorino Bombieri, era presente l’assessore di Bassano del Grappa Egidio Torresan e l’assessore di Fontaniva Ernesto Spessato ed anche molte persone, arrivate appositamente in Grappa per quest’evento.

A benedire il gruppo di ciclisti il vice parroco di Crespano del Grappa, che ha messo sotto la protezione della Madonnina del Grappa la spedizione ciclistica formata da sette ciclisti e da otto accompagnatori.

 

« La scelta di Rusca Montana - ha detto il presidente dell’AIL padovano  Armenio Vettore – è nata a seguito della storia di questo soldato, scritta nel libro di Ferdinando Celi, una storia sospesa tra leggenda e realtà, amore e nostalgia per la propria terra con tanta sofferenza che ci avvicina a tante profonde analogie con l’AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie di Padova).

Con questa spedizione ciclistica, intendiamo dare la possibilità a qualche bambino ammalato della Romania, di poter essere curato a Padova ».

 

Prima di partire definitivamente per la prima tappa di San Vito di Cadore, il sindaco di San Nazario Ottorino Bombieri ha consegnato un’ampolla di vetro contenete la terra di Col Caprile, dove è morto il soldato Péter Pan, che sarà consegnata e custodita dalla comunità di Rusca Montană, come segno di pace e fraternità fra i popoli.

 

Ferdinando Celi

20 agosto 2008 

MONTE GRAPPA

OGGI AL VIA I MILLE COLORI DELLA VITA

Questa mattina alle 9,30 dal Monte Grappa, partirà la spedizione ciclistica: “ I mille colori della vita”.
Un’iniziativa che vede abbinare la storia e la solidarietà a favore dell’AIL di Padova (Associazione Italiana contro le Leucemie) che ripercorre a ritroso la strada del “Soldato Péter Pan”, morto a Col Caprile e sepolto nel settore austro-ungarico di Cima Grappa. 
Su questo soldato è stato scritto tanto, non solo per il mistero che lo circonda che fa trovare sempre piccoli fiori, sassolini e a volte anche conchiglie sulla sua tomba, ma pure per la somiglianza con il Peter Pan della fiaba, che avvicinava la fantasia della gente, anche perché il paese di origine Ruskabanya (l’attuale Rusca Montană in România) non si trovava da nessuna parte e, solo la ricerca affannosa del giornalista pubblicista e scrittore Ferdinando Celi, riuscì a scovare e a raccontarne la storia scrivendola in un libro: “Soldato Péter Pan”
Ora, per degnamente celebrare i novant’anni dalla morte (è morto il 19 settembre 1918) il comune di San Nazario (Vicenza) in Valbrenta e che nel suo territorio si trova il Col Caprile, si stanno mettendo a punto delle manifestazioni, che avranno il suo culmine su questo colle il 19 settembre prossimo.
L’avvio a quest’anniversario, inizierà questa mattina sul Monte Grappa, con la partenza dei ciclisti che dal Monte Grappa arriveranno nella mattinata del 30 agosto nel paese natale del soldato Peter Pan: Rusca Montană in România.
I ciclisti faranno questo percorso: Monte Grappa, San Vito di Cadore; entreranno in Austria passando per Greinfenburg, Ferlach e poi in Slovenia: Podvelka e Maribor. 
Un passaggio in Croazia a Varazdin, per poi entrere in Ungheria verso Barcs, Mohacs e Szeged dove dalla frontiera di Cenad passeranno in Romania, qui sono attesi dalla televisione nazionale romena TVR  che trasmetterà nel circuito internazionale l’evento e poi proseguiranno verso Timişoara, Lugoj e arriveranno a Rusca Montană.
I partecipanti alla spedizione sono i ciclisti: Alessandro Bizzotto, Simone Dallan, Gianni De Tranquilli, Gianpietro Lolato, Giuseppe Pavan, Giovanni Rebellato e Albino Zonta.
Al seguito come coordinatrice dell’evento Franca Lovisetto, con la motocicletta Melchiorre Di Carlo Cuttone, videoreporter Giancarlo Murer, reporter Chiara Lovisetto, fotoreporter Fausto Padovan, autista Angelo Scapin ed infine ci sarà anche Armenio Vettore Presidente dell’AIL di Padova, perché questa spedizione oltre a portare l’ampolla di terra di Col Caprile è anche un messaggio di solidarietà a favore dell’AIL di Padova che, una volta in Romania, valuterà sulla possibilità di poter aiutare, facendo arrivare a Padova, un bambino ammalato e bisognoso di cure specifiche, lanciando così un messaggio di solidarietà, ricordando il soldato Péter Pan, sepolto nel settore austro-ungarico di Cima Grappa. 

Chiara Lovisetto

In Viaggio tra fiaba e realtà con Peter Pan 

MONTE GRAPPA (ITALY) - RUSCA MONTANA (ROMANIA)

 

Per la sesta volta “I mille colori della Vita” si riaccendono per portare forza e

speranza a tutti i bambini che lottano contro la leucemia e le sue tremende

forme. Quest’anno la spedizione ciclistica partirà dal Sacrario del Montegrappa

e raggiungerà Rusca Montana in Romania. Sarà un viaggio tra fiaba e realtà,

sulle orme di un giovane soldato austro-ungarico, Peter Pan, arruolato e

mandato al fronte a combattere una guerra non sua. Morì in combattimento

il 19 settembre 1918. Da settant’anni su una lapide del cimitero austro-ungarico

dell’Ossario del Monte Grappa,contrassegnata dal nr 107, ci sono le sue

spoglie. Nel Dossier della Croce Nera Austriaca, solo poche informazioni

“Peter Pan nato il 21 agosto 1897 a Ruszkabanya-Krassoszereny, Ungheria,

30° Reggimento Fanteria Honved, 7° compagnia, morto il 19 settembre 1918

durante un’azione a Col Caprile, quota 1331”. Ma il soldato Peter Pan è un

soldato speciale. Il nome di questo soldato porta alla memoria il personaggio

fiabesco nato dalla genialità dello scozzese J.M. Barrie, bambino che non

voleva crescere, che sullo sfondo di un’isola che non c’è, combatteva, volando,

Capitan Uncino, a simboleggiare la lotta tra fantasia dei piccoli ed il freddo

realismo dei grandi. E per caso o per coincidenza numerose sono le analogie

tra le due storie: il soldatino nasce nel 1897, lo stesso anno in cui Barrie

abbozza per la prima volta il suo Peter Pan; il paese natale del Peter soldato

alla fine della guerra non esiste più, come l’Impero. Anche per lui c’è stata

“l’isola che non c’è”. Dopo difficili ricerche, si è scoperto che il paesino oggi

si chiama Rusca Montana.

Altra coincidenza che lega i due Peter è la parola grappa, che deriva dal gotico

krappa il cui significato è uncino, Hook in inglese. Mentre il Peter fantastico

combatte contro Capitan Uncino, il Peter soldato combatte sul Monte Grappa.

Il Peter fantastico aveva come amica inseparabile una capra. Il Peter soldato

muore nella battaglia a Col Caprile, cima che guarda alla Valsugana e alla Valle

delle Capre. E il suono dei campanacci dai pascoli del Grappa, echeggiano e

risuonano tra le valli come tanti campanellini… e Trilli o Campanellino era la

fatina innamorata di Peter Pan nella favola. Oltre al nome e a diverse, singolari

coincidenze, il soldato Peter è rimasto famoso nella zona del massiccio e di

Bassano del Grappa, per il fatto che dall’inaugurazione dell’Ossario, ogni

giorno, mani sconosciute depongono sul suo loculo dei fiori freschi o delle

conchiglie e addirittura dei piccoli frammenti di marmo bianco. Si tratta di un

fatto straordinario anche perché nell’Ossario è assolutamente vietato depositare

qualsiasi cosa sulle tombe, proprio per rispettare l’uguaglianza nella morte

di tutti quei giovani soldati di tante nazionalità diverse. Ogni sera gli alpini di

guardia al Sacrario tolgono i fiori, che ricompaiono miracolosamente il mattino

dopo. Una storia quella del Soldato Peter Pan, raccontata in un libro scritta

da Ferdinando Celi, sospesa tra leggenda e realtà, amore, nostalgia per la

propria terra e tanta sofferenza (www.soldatopeterpan.it).

E dopo aver conosciuto questa storia, tra realtà e legenda, ci saltano alla

mente tante e profonde analogie con l’AIL, Associazione Italiana contro le

Leucemie e Linfomi di Padova. Numerosi sono i bambini che ogni

anno passano per il reparto oncoematologico pediatrico di Padova.

Anche i nostri bambini lottano… anche i nostri bambini vogliono

vivere… e per loro il nemico non è Capitan Uncino o la Guerra, ma la

Malattia, la leucemia, a volte inspiegabile a volte spietata. 

E' nata così l’idea di fare questo viaggio per la Vita, percorrendo la strada che

dal Monte Grappa conduce a Rusca Montana, “l’isola che non c’è”

del giovane soldato Peter Pan e lì verrà portata un po’ di terra del

Col Caprile e il nostro messaggio di solidarietà. Le spedizioni “I

mille colori della Vita” si prefiggono l’obbiettivo di far conoscere il

messaggio e l’operato del’ AIL, che ha il compito di seguire e

curare i bambini leucemici in cura presso il reparto

emato-oncologico dell’ospedale di Padova, nonché di raccogliere

fondi per potenziare la ricerca, acquistare medicinali non

convenzionati in Italia e all’estero e aiutare direttamente le famiglie

in difficoltà. I fondi che verranno raccolti serviranno a far fronte

alle tante e continue necessità del Centro Leucemie Infantili, alle quali non possiamo e non vogliamo rispondere negativamente.

 

I PARTNERS SOSTENITORI DELL'INIZIATIVA

 

IN VIAGGIO TRA FIABA E REALTA' 
CON PETER PAN

 

ECCO I SIMBOLI 

DELLA SPEDIZIONE

 MONTEGRAPPA-

RUSCA MONTANA:

 

LOGO SPEDIZIONE, 

STATUETTA PETER PAN e TRILLI 

(simboli della favola di Peter Pan).

 

VASO CONTENENTE LA TERRA DI COL CAPRILE, MONTE DOVE 

IN BATTAGLIA E' MORTO 

IL SOLDATO PETER PAN 

90 ANNI FA

  

 

1918 ~ 2008

90 Anni dalla Morte 

del Soldato Péter Pan

 

Spedizione Ciclistica

“I mille colori della vita Pro Ail 2008”

Col Caprile ~ Rusca Montană

Per ricordare degnamente i 90 anni dalla morte del “Soldato Péter Pan”, avvenuta il 19 settembre del 1918 sul Col Caprile, si svolgono delle iniziative che coinvolge la gente del Grappa e la comunità di Rusca Montană, il paese natale del “Soldato Péter Pan”.

Promotori dell’iniziativa sono: Il Comune di San Nazario (cui il Col Caprile è parte del suo territorio comunale) l’Associazione internazionale A.i.Sol., il Ristorante “Baita Monte Asolone - Val dea Giara - Museo della guerra 1914 – 1918” e varie pubbliche amministrazioni civili – religiose e interconfessionali, con il coinvolgimento del Municipio di Rusca Montană (Prov. Caras-Severin România)

Queste iniziative sono nate allo scopo di ricordare quei soldati caduti che si trovavano dall’altra parte del fronte, cioè i nemici degli italiani che la pace del 4 novembre, pose fine a una delle tante “inutili” guerre che l’umanità può “ben vantarsi” di aver fatto.

Antecedente alle manifestazioni del 19 settembre, c’è un’iniziativa nata a favore dell’AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie) di Padova che, in bicicletta partirà da Col Caprile e arriverà a Rusca Montană il paese del soldato Péter Pan.

Quest’iniziativa è nata a seguito del successo di manifestazioni analoghe svolte negli anni scorsi:

2003 Padova-Capo Nord,

2004 Venezia-Gerusalemme,

2005 Padova-Strasburgo-Stoccarda,

2006 Padova-Roma,

2007 Padova-Medjugorje-Herceg Novi”.

La pedalata si chiama:   

I Mille Colori della Vita

Pro-AIL 2008

PARTENZA: il 20 agosto da Col Caprile sul monte Grappa

ARRIVO a Rusca Montană in România il 30 agosto 2008.

Scopo di questo nuovo viaggio di circa 1.300 km è per rendere omaggio al giovane soldato austro-ungarico di nome Péter Pan, arruolato e mandato al fronte con la divisa dell’oppressore ungherese; egli fu costretto a combattere e a morire giovedì 19 settembre 1918, nella trincea di Col Caprile dove, con altri suoi commilitoni dovevano respingere gli italiani.  

Non possiamo dimenticare che il soldato Péter Pan, è famoso in Grappa e a Bassano del Grappa, per i fiori che mani sconosciute depongono sul suo loculo, assieme a piccoli frammenti di marmo o addirittura delle conchiglie; da qui è nata la sua storia, sospesa tra realtà e fantasia, dove amore e nostalgia per la propria terra sottolinea la sofferenza

Dopo aver conosciuto questa storia, è nata l’idea di fare questo viaggio per la Vita, percorrendo la strada che dal Col Caprile porta a Rusca Montană, per portare la terra di quel colle e lanciare il messaggio di solidarietà dell’A.I.L.

Il percorso è il seguente:

PARTENZA: da Col Caprile (Montegrappa) a San Vito di Cadore, poi verso: Greinfenburg (Austria), Ferlach, Podvelka (Slovenia), Maribor-Varazdin (Croazia), Barcs, Mohacs, Sezged (Ungheria), poi per la frontiera di Cenad, il gruppo entra in România e va verso Timişoara, per poi portarsi a Lugoj e ARRIVO a Rusca Montană, passando per Caransebes il 30 agosto, dopo aver fatto il viaggio a ritroso fatto dal Soldato Péter Pan. Il rientro in Italia sarà con altri mezzi il 31 agosto.

I ciclisti partecipanti sono: Alessandro Bizzotto, Simone Dallan di Resana, Gianni De Tranquilli, Giampietro Lolato di Cittadella, Giuseppe Pavan di Fontaniva, Giovanni Rebellato, Albino Zonta.

Nei mezzi di supporto logistico: Angelo Scapin di Galliera Veneta; Melchiorre Di Carlo Cuttone; fotoreporter: Fausto Padovan di Cassola, videoreporter: Giancarlo Murer di Padova.

Coordinamento è curato da: Franca Lovisetto* e Armenio Vettore presidente dell’AIL di Padova; all’arrivo a Rusca Montană saranno presenti i dirigenti dell’A.i.Sol. di Pove del Grappa e la stampa e TV locali: ACTUALITATEA, TVR Timişoara e PROTV ETC. ETC.; durante la spedizione sarà distribuito un volantino multi lingue che spiega i motivi umanitari dell’AIL di Padova.  

*= Realtà 2000 S.r.l. – E-vent via G. Marconi, 2/1 45010 FONTANIVA (PD)

Tel. 049 5940876           e-mail: info@e-vent.biz www.realta200.com

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